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	Commenti a: Quelli che non riescono a lasciare	</title>
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	<description>Carlo Boracchi, psicologo e psicoterapeuta,</description>
	<lastBuildDate>Thu, 05 Feb 2026 14:46:04 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: cboracchi		</title>
		<link>https://www.psicologogallarate.com/dipendenza-affettiva/#comment-698</link>

		<dc:creator><![CDATA[cboracchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 14:46:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.psicologogallarate.com/dipendenza-affettiva/#comment-697&quot;&gt;Stefania&lt;/a&gt;.

Salve, da quello che scrive però mi pare che il suo problema sia quello opposto: non tanto il problema a lasciare, quanto piuttosto quello a tenere, provare a stare davvero dentro una relazione invece che porre le condizioni per cercare di chiuderla.
Ciò che mi colpisce è che, da quello che descrive, sembri essere portata a sabotare attivamente il rapporto con una persona che fino a poco tempo prima la attraeva, senza dare a se stessa e alla relazione una possibilità autentica di mostrare il suo potenziale.
Ed evidentemente la cosa avviene con una certa frequenza e sistematicità, se dice che &quot;tende a fidanzarsi spesso&quot;. 
Forse in questo caso varrebbe la pena di soffermarsi un attimo a lavorare su cosa la porti a far fallire una relazione prima ancora di averla vissuta a pieno, di averle dato una possibilità di cimentarsi e restare invece di fuggire...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.psicologogallarate.com/dipendenza-affettiva/#comment-697">Stefania</a>.</p>
<p>Salve, da quello che scrive però mi pare che il suo problema sia quello opposto: non tanto il problema a lasciare, quanto piuttosto quello a tenere, provare a stare davvero dentro una relazione invece che porre le condizioni per cercare di chiuderla.<br />
Ciò che mi colpisce è che, da quello che descrive, sembri essere portata a sabotare attivamente il rapporto con una persona che fino a poco tempo prima la attraeva, senza dare a se stessa e alla relazione una possibilità autentica di mostrare il suo potenziale.<br />
Ed evidentemente la cosa avviene con una certa frequenza e sistematicità, se dice che &#8220;tende a fidanzarsi spesso&#8221;.<br />
Forse in questo caso varrebbe la pena di soffermarsi un attimo a lavorare su cosa la porti a far fallire una relazione prima ancora di averla vissuta a pieno, di averle dato una possibilità di cimentarsi e restare invece di fuggire&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Stefania		</title>
		<link>https://www.psicologogallarate.com/dipendenza-affettiva/#comment-697</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stefania]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 13:59:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[È quasi un anno che sto con il mio ragazzo, devo fare una premessa però, io ho la tendenza a fidanzarmi spesso, subito finita la relazione dopo poco senza farlo apposta mi ritrovo come innamorata di qualcun’altro e di conseguenza mi sento pronta ad  iniziare una nuova relazione, sul momento, con il passare del tempo però la persona in questione mi stanca o come se all’improvviso iniziassi a vedere tutto ciò che non va in lui nella relazione e nel tipo di approccio che abbiamo, scopro che siamo molto diversi e che per me probabilmente non è la persona giusta, inizio a sentirmi insoddisfatta anche sessualmente e la qualità del tempo passato insieme peggiora sempre più iniziando a far star male anche l’altra persona, il primo approccio automatico è quello di pensare che non mi capisce che non mi da abbastanza, che non gli importi minimamente di cosa mi piaccia o meno, ma inizio a credere che il problema sono io e che con il mio comportamento posso far star male una persona che crede in noi.
Addirittura ultimamente è come se stessi iniziando a provare una qualche infatuazione nei confronti di uno dei suoi amici più stretti che sembra avere molte più affinità con il mio carattere ed è esattamente l’opposto del mio ragazzo sia caratterialmente che fisicamente, e non mi spiego come sia possibile considerando che questi pensieri hanno invaso solo ultimamente la mia testa, perché mi comporto in modo così disfunzionale ?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È quasi un anno che sto con il mio ragazzo, devo fare una premessa però, io ho la tendenza a fidanzarmi spesso, subito finita la relazione dopo poco senza farlo apposta mi ritrovo come innamorata di qualcun’altro e di conseguenza mi sento pronta ad  iniziare una nuova relazione, sul momento, con il passare del tempo però la persona in questione mi stanca o come se all’improvviso iniziassi a vedere tutto ciò che non va in lui nella relazione e nel tipo di approccio che abbiamo, scopro che siamo molto diversi e che per me probabilmente non è la persona giusta, inizio a sentirmi insoddisfatta anche sessualmente e la qualità del tempo passato insieme peggiora sempre più iniziando a far star male anche l’altra persona, il primo approccio automatico è quello di pensare che non mi capisce che non mi da abbastanza, che non gli importi minimamente di cosa mi piaccia o meno, ma inizio a credere che il problema sono io e che con il mio comportamento posso far star male una persona che crede in noi.<br />
Addirittura ultimamente è come se stessi iniziando a provare una qualche infatuazione nei confronti di uno dei suoi amici più stretti che sembra avere molte più affinità con il mio carattere ed è esattamente l’opposto del mio ragazzo sia caratterialmente che fisicamente, e non mi spiego come sia possibile considerando che questi pensieri hanno invaso solo ultimamente la mia testa, perché mi comporto in modo così disfunzionale ?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Luci		</title>
		<link>https://www.psicologogallarate.com/dipendenza-affettiva/#comment-543</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Aug 2025 21:37:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.psicologogallarate.com/dipendenza-affettiva/#comment-230&quot;&gt;Sissi&lt;/a&gt;.

Mi ritrovo esattamente nella tua situazione…come stai? Sei riuscita a prendere una decisione? E’ davvero una situatione logorante mentalmente]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.psicologogallarate.com/dipendenza-affettiva/#comment-230">Sissi</a>.</p>
<p>Mi ritrovo esattamente nella tua situazione…come stai? Sei riuscita a prendere una decisione? E’ davvero una situatione logorante mentalmente</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Angy		</title>
		<link>https://www.psicologogallarate.com/dipendenza-affettiva/#comment-393</link>

		<dc:creator><![CDATA[Angy]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 May 2024 10:17:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Buongiorno, ho 24 anni e ho una relazione da 1 anno e mezzo con un ragazzo di 23, finita già due volte, nelle quali è stato lui a lasciarmi per varie cose che sono successe per colpa mia e io ho sofferto talmente tanto da entrare in depressione. Dopo mesi tornavamo sempre insieme ma poi i problemi riemergevano. Sin dai primi tempi lui mi ha sempre insultata arrivando a dirmi che sono soltanto “roba usata”, una puttana, una fallita che nella vita sarò in grado soltanto di fare la puttana, battona, che non ho valore e donne come me non hanno valore ecc ecc fino anche a dirmi di ammazzarmi. Tutto questo letteralmente a caso oppure quando si arrabbiava o era stanco. Mi diceva che io non potevo permettermi di dire nulla e farli casini ma anzi dovevo soltanto ringraziare e accettare tutto insomma. Motivo? Non sono vergine e lui questo non è mai riuscito ad accettarlo. Ho avuto haimè due relazioni prima di lui. Io gli ho sempre perdonato queste brutte parole perché quando si calmava mi diceva che non le pensava ecc ecc. L’ultima volta che siamo tornati assieme c’eravamo promessi che visto che era la terza volta non ci saremo più lasciati. E invece eccomi qui in un momento di triste “attesa” : una settimana fa gli feci diversi cazzietoni perché oltre gli insulti notavo mancanze di rispetto di altro tipo e provai (magari in modo pesante si) a fargliele notare ma niente, allora gli chiesi tempo. Lui non reagì bene e capovolse la situazione prendendosi lui il tempo. Io sono giorni che lo cerco senza ottenere nulla e sembra voglia chiudere il rapporto perché evidentemente non vuole casini e star tranquillo. Il punto è che io non sono lucida, sto male, ho il terrore che prenda questa decisione quando ci vedremo per parlare. Vorrei prenderla io questa decisione perché in cuor mio so che è giusto, ma non riesco perché vedo tanto in lui che non ho un mostro che mi insulta e basta. Si è vero non mi tratta molto bene ma è in grado di essere anche una persona meravigliosa, e lo amo. Aiutatemi perché non so dove sbattere la testa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno, ho 24 anni e ho una relazione da 1 anno e mezzo con un ragazzo di 23, finita già due volte, nelle quali è stato lui a lasciarmi per varie cose che sono successe per colpa mia e io ho sofferto talmente tanto da entrare in depressione. Dopo mesi tornavamo sempre insieme ma poi i problemi riemergevano. Sin dai primi tempi lui mi ha sempre insultata arrivando a dirmi che sono soltanto “roba usata”, una puttana, una fallita che nella vita sarò in grado soltanto di fare la puttana, battona, che non ho valore e donne come me non hanno valore ecc ecc fino anche a dirmi di ammazzarmi. Tutto questo letteralmente a caso oppure quando si arrabbiava o era stanco. Mi diceva che io non potevo permettermi di dire nulla e farli casini ma anzi dovevo soltanto ringraziare e accettare tutto insomma. Motivo? Non sono vergine e lui questo non è mai riuscito ad accettarlo. Ho avuto haimè due relazioni prima di lui. Io gli ho sempre perdonato queste brutte parole perché quando si calmava mi diceva che non le pensava ecc ecc. L’ultima volta che siamo tornati assieme c’eravamo promessi che visto che era la terza volta non ci saremo più lasciati. E invece eccomi qui in un momento di triste “attesa” : una settimana fa gli feci diversi cazzietoni perché oltre gli insulti notavo mancanze di rispetto di altro tipo e provai (magari in modo pesante si) a fargliele notare ma niente, allora gli chiesi tempo. Lui non reagì bene e capovolse la situazione prendendosi lui il tempo. Io sono giorni che lo cerco senza ottenere nulla e sembra voglia chiudere il rapporto perché evidentemente non vuole casini e star tranquillo. Il punto è che io non sono lucida, sto male, ho il terrore che prenda questa decisione quando ci vedremo per parlare. Vorrei prenderla io questa decisione perché in cuor mio so che è giusto, ma non riesco perché vedo tanto in lui che non ho un mostro che mi insulta e basta. Si è vero non mi tratta molto bene ma è in grado di essere anche una persona meravigliosa, e lo amo. Aiutatemi perché non so dove sbattere la testa.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: cboracchi		</title>
		<link>https://www.psicologogallarate.com/dipendenza-affettiva/#comment-354</link>

		<dc:creator><![CDATA[cboracchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Feb 2024 16:43:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.psicologogallarate.com/dipendenza-affettiva/#comment-352&quot;&gt;Enrica&lt;/a&gt;.

Salve, e grazie per il suo prezioso contributo che ci ricorda come le relazioni incastranti non sono necessariamente solo quelle sentimentali, ma anche quelle amicali, nelle quali possono presentarsi emozioni e vissuti molto intensi.
Ciò che colpisce però è che generalmente le relazioni amicali sono concepite per essere più flessibili e abbandonabili di quelle sentimentali, perché non necessariamente esclusive (uno può avere un solo partner, non necessariamente un solo amico, anche se fraterno). Certamente ogni persona è unica e irripetibile, ma laddove il rapporto presenta aspetti così ambivalenti e contrastanti, l&#039;idea di potersi sentire liberi di rivolgersi altrove diventa molto più abbordabile e meno devastante.
Posto che ciò di cui stiamo parlando sia realmente &quot;solo&quot; un&#039;amicizia, e non magari un coinvolgimento che (forse anche inconsapevolmente) può aver preso una forma più intensa, una domanda che mi pare valga la pena porsi è se il problema sia davvero relativo al rapporto con questa persona o se sia relativo a come mi vedo e a come sento di essere &quot;attrezzato&quot; per affrontare il mondo. 
Come ho avuto modo di scrivere anche altrove, ovviamente una risposta esaustiva non può essere trovata in questa sede, nella quale non esistono le condizioni per poter entrare nello specifico della storia di questa relazione, del percorso suo e vostro. Per tale motivo, se questa situazione diventa tanto fonte di sofferenza, credo che valga la pena prendersi lo spazio per approfondirla in un percorso personale, dove le sue emozioni e i suoi vissuti possono certamente trovare uno spazio più adeguato per essere compresi.
Un caro saluto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.psicologogallarate.com/dipendenza-affettiva/#comment-352">Enrica</a>.</p>
<p>Salve, e grazie per il suo prezioso contributo che ci ricorda come le relazioni incastranti non sono necessariamente solo quelle sentimentali, ma anche quelle amicali, nelle quali possono presentarsi emozioni e vissuti molto intensi.<br />
Ciò che colpisce però è che generalmente le relazioni amicali sono concepite per essere più flessibili e abbandonabili di quelle sentimentali, perché non necessariamente esclusive (uno può avere un solo partner, non necessariamente un solo amico, anche se fraterno). Certamente ogni persona è unica e irripetibile, ma laddove il rapporto presenta aspetti così ambivalenti e contrastanti, l&#8217;idea di potersi sentire liberi di rivolgersi altrove diventa molto più abbordabile e meno devastante.<br />
Posto che ciò di cui stiamo parlando sia realmente &#8220;solo&#8221; un&#8217;amicizia, e non magari un coinvolgimento che (forse anche inconsapevolmente) può aver preso una forma più intensa, una domanda che mi pare valga la pena porsi è se il problema sia davvero relativo al rapporto con questa persona o se sia relativo a come mi vedo e a come sento di essere &#8220;attrezzato&#8221; per affrontare il mondo.<br />
Come ho avuto modo di scrivere anche altrove, ovviamente una risposta esaustiva non può essere trovata in questa sede, nella quale non esistono le condizioni per poter entrare nello specifico della storia di questa relazione, del percorso suo e vostro. Per tale motivo, se questa situazione diventa tanto fonte di sofferenza, credo che valga la pena prendersi lo spazio per approfondirla in un percorso personale, dove le sue emozioni e i suoi vissuti possono certamente trovare uno spazio più adeguato per essere compresi.<br />
Un caro saluto</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Enrica		</title>
		<link>https://www.psicologogallarate.com/dipendenza-affettiva/#comment-352</link>

		<dc:creator><![CDATA[Enrica]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Feb 2024 10:40:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.psicologogallarate.com/dipendenza-affettiva/#comment-159&quot;&gt;cboracchi&lt;/a&gt;.

Buongiorno, 
Ho avuto un rapporto di 5 anni con la mia migliore amica, ci consideravamo sorelle, eravamo inseparabili, poi è successo che con il tempo sono uscite le prime discussioni, i primi litigi e questa cosa è sempre stata una costante in 6 anni... Era tutto un prendi e molla tra noi. Sapevo che il suo atteggiamento mi feriva ma non ho mai voluto tagliare i ponti con lei fino in fondo e tornavo sempre sui miei passi, chiedendo scusa anche quando non avevo colpe, la mia speranza era sempre la stessa: che le cose tra di noi cambiassero e che non si sarebbero mai più ripetute le stesse dinamiche invece... La dinamica era sempre quella: lei innescava dicussioni provocando, stuzzicando, io mi difendevo con toni normali poi lei prendeva tutto e sempre sul personale qualsiasi cosa dicessi e iniziava la discussione o nel peggiore dei casi il suo silenzio punitivo, con questa persona non sono mai riuscita a conunicare, zero ascolto, zero umiltà, le colpe e le responsabilità ogni volta ricadevano solo e sempre su di me, sempre a senso unico. Questa persona si rifiuta di capire che in qualsiasi relazione si è in due ed entrambi sono responsabili. Ho cercato in tutti i modi possibili immaginari di far sentire questa cosa ma niente da fare, lei era quella infallibile che non sbagliava mai, perfetta, sul piedistallo, sempre ragionato con giusto/sbagliato, torto/ragione... Era come schiantarsi ai 200 all&#039;ora contro un muro... IO mi sono sempre assunta le mie responsabilità, attualmente ci siamo rotte definitivamente o meglio, ha deciso lei di chiudere perché la colpa ovviamente era solo e soltanto mia... 
Ho investito tanto tempo e amore verso questa persona, ho fatto tutta me stessa ed ora ho tanta difficoltà a lasciar andare, sono in conflitto tra il MI MANCHI NON RIESCO SENZA DI TE e il VAFFANC*LO STAI FUORI DALLA MIA VITA PER SEMPRE. 

Attendo una riposta, grazie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.psicologogallarate.com/dipendenza-affettiva/#comment-159">cboracchi</a>.</p>
<p>Buongiorno,<br />
Ho avuto un rapporto di 5 anni con la mia migliore amica, ci consideravamo sorelle, eravamo inseparabili, poi è successo che con il tempo sono uscite le prime discussioni, i primi litigi e questa cosa è sempre stata una costante in 6 anni&#8230; Era tutto un prendi e molla tra noi. Sapevo che il suo atteggiamento mi feriva ma non ho mai voluto tagliare i ponti con lei fino in fondo e tornavo sempre sui miei passi, chiedendo scusa anche quando non avevo colpe, la mia speranza era sempre la stessa: che le cose tra di noi cambiassero e che non si sarebbero mai più ripetute le stesse dinamiche invece&#8230; La dinamica era sempre quella: lei innescava dicussioni provocando, stuzzicando, io mi difendevo con toni normali poi lei prendeva tutto e sempre sul personale qualsiasi cosa dicessi e iniziava la discussione o nel peggiore dei casi il suo silenzio punitivo, con questa persona non sono mai riuscita a conunicare, zero ascolto, zero umiltà, le colpe e le responsabilità ogni volta ricadevano solo e sempre su di me, sempre a senso unico. Questa persona si rifiuta di capire che in qualsiasi relazione si è in due ed entrambi sono responsabili. Ho cercato in tutti i modi possibili immaginari di far sentire questa cosa ma niente da fare, lei era quella infallibile che non sbagliava mai, perfetta, sul piedistallo, sempre ragionato con giusto/sbagliato, torto/ragione&#8230; Era come schiantarsi ai 200 all&#8217;ora contro un muro&#8230; IO mi sono sempre assunta le mie responsabilità, attualmente ci siamo rotte definitivamente o meglio, ha deciso lei di chiudere perché la colpa ovviamente era solo e soltanto mia&#8230;<br />
Ho investito tanto tempo e amore verso questa persona, ho fatto tutta me stessa ed ora ho tanta difficoltà a lasciar andare, sono in conflitto tra il MI MANCHI NON RIESCO SENZA DI TE e il VAFFANC*LO STAI FUORI DALLA MIA VITA PER SEMPRE. </p>
<p>Attendo una riposta, grazie</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: cboracchi		</title>
		<link>https://www.psicologogallarate.com/dipendenza-affettiva/#comment-292</link>

		<dc:creator><![CDATA[cboracchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jan 2024 17:13:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.psicologogallarate.com/dipendenza-affettiva/#comment-291&quot;&gt;Mary&lt;/a&gt;.

Salve Mary, purtroppo l&#039;idea &quot;così non andiamo d&#039;accordo, ma magari se facciamo di più le cose si aggiustano&quot; raramente si rivela di aiuto.
L&#039;unico modo per provare a dare una svolta è esplicitare la propria insoddisfazione e tematizzare il bisogno di uscire da questo stallo, magari con un percorso di coppia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.psicologogallarate.com/dipendenza-affettiva/#comment-291">Mary</a>.</p>
<p>Salve Mary, purtroppo l&#8217;idea &#8220;così non andiamo d&#8217;accordo, ma magari se facciamo di più le cose si aggiustano&#8221; raramente si rivela di aiuto.<br />
L&#8217;unico modo per provare a dare una svolta è esplicitare la propria insoddisfazione e tematizzare il bisogno di uscire da questo stallo, magari con un percorso di coppia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mary		</title>
		<link>https://www.psicologogallarate.com/dipendenza-affettiva/#comment-291</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mary]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Dec 2023 23:59:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.psicologogallarate.com/?p=476#comment-291</guid>

					<description><![CDATA[Buonasera non riesco a lasciare il mio ragazzo  stiamo insieme da 5 anni, e ad agosto abbiamo iniziato a convivere, andando contro la mia famiglia, la quale non nutre una grande stima nei suoi riguardi, ovviamente con la convivenza le cose sono peggiorate, speravo che avremmo trovato un nostro e quilibrio, ma alconteario sento come se stessi sbagliando, amo viaggiare, non sono una persona rancorosa lui invece si, é molto geloso, e in un modo o nell&#039;altro emergono sempre le sue insicurezze anche in una semplice frase dove lui non é il soggetto, esempio &quot;a capodanno voglio mangiare pesce come dio comanda&quot; (tutto detto ridendo e in gruppo) lui reagisce seccato dicendomi &quot;come se a te mancasse&quot; e inzia la discussione, da quando conviviamo mi ha sempre accompagnata all&#039;università, a lavoro, senza farmi mancare nulla, ma alla prima discussione mi rinfaccia tutto, in una di queste é arrivato a dirmi che sono un ingrata, premetto che io nel mio piccolo mi do da fare oltre lo studio lavoro e faccio le pulizie in una piscina per potermi pagare l&#039;accademia che a causa del reddito dei miei é alto. 
Lui mi ha accompagna da per tutto ma dai i miei no per principio visto la reputazione che hanno di lui dice (i miei abitano a mezz&#039;ora di strada da casa) ma allo stesso tempo i miei non mi prendono perché dicono se convivi ti accompagna qui nel bene e nel male anche se noi non lo vogliamo, ha scelto di essere il tuo compagno.  
Questa situazione dopo 4 mesi non sto riuscendo a gestirla, cerco un equilibrio che continua a non arrivare e certi atteggiamenti non fanno che farmi sorgere importanti dubbi, come ad esempio il fatto che  ha sempre una parola cattiva da dire contro ai miei, o mi prende in giro quando io per una stupidaggine li chiamo pur di sentirli... per il resto siamo gli opposti io amo viaggiare e sono piú dinamica , lavoro e studio, lui si accontenta di &quot;lavorare&quot; nella azienda del padre due volte alla settimana per mezz&#039;ora, di avere tutto pagato dall&#039;azienda e quelle poche uscite che facciamo andiamo o al mc o lui si fa i tornei di carte.  
Ho paura a lasciarlo perché non solo oltre ad aver investito tanto andado contro la mia famiglia, ma anche perché non voglio farlo soffrire, ho paura che possa rinfacciarmi tutto e sentirmi in colpa per quello che comunque non mi ha fatto mancare dall&#039;altra parte....mi sento anche in colpa ad aver scritto tutto ciò...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buonasera non riesco a lasciare il mio ragazzo  stiamo insieme da 5 anni, e ad agosto abbiamo iniziato a convivere, andando contro la mia famiglia, la quale non nutre una grande stima nei suoi riguardi, ovviamente con la convivenza le cose sono peggiorate, speravo che avremmo trovato un nostro e quilibrio, ma alconteario sento come se stessi sbagliando, amo viaggiare, non sono una persona rancorosa lui invece si, é molto geloso, e in un modo o nell&#8217;altro emergono sempre le sue insicurezze anche in una semplice frase dove lui non é il soggetto, esempio &#8220;a capodanno voglio mangiare pesce come dio comanda&#8221; (tutto detto ridendo e in gruppo) lui reagisce seccato dicendomi &#8220;come se a te mancasse&#8221; e inzia la discussione, da quando conviviamo mi ha sempre accompagnata all&#8217;università, a lavoro, senza farmi mancare nulla, ma alla prima discussione mi rinfaccia tutto, in una di queste é arrivato a dirmi che sono un ingrata, premetto che io nel mio piccolo mi do da fare oltre lo studio lavoro e faccio le pulizie in una piscina per potermi pagare l&#8217;accademia che a causa del reddito dei miei é alto.<br />
Lui mi ha accompagna da per tutto ma dai i miei no per principio visto la reputazione che hanno di lui dice (i miei abitano a mezz&#8217;ora di strada da casa) ma allo stesso tempo i miei non mi prendono perché dicono se convivi ti accompagna qui nel bene e nel male anche se noi non lo vogliamo, ha scelto di essere il tuo compagno.<br />
Questa situazione dopo 4 mesi non sto riuscendo a gestirla, cerco un equilibrio che continua a non arrivare e certi atteggiamenti non fanno che farmi sorgere importanti dubbi, come ad esempio il fatto che  ha sempre una parola cattiva da dire contro ai miei, o mi prende in giro quando io per una stupidaggine li chiamo pur di sentirli&#8230; per il resto siamo gli opposti io amo viaggiare e sono piú dinamica , lavoro e studio, lui si accontenta di &#8220;lavorare&#8221; nella azienda del padre due volte alla settimana per mezz&#8217;ora, di avere tutto pagato dall&#8217;azienda e quelle poche uscite che facciamo andiamo o al mc o lui si fa i tornei di carte.<br />
Ho paura a lasciarlo perché non solo oltre ad aver investito tanto andado contro la mia famiglia, ma anche perché non voglio farlo soffrire, ho paura che possa rinfacciarmi tutto e sentirmi in colpa per quello che comunque non mi ha fatto mancare dall&#8217;altra parte&#8230;.mi sento anche in colpa ad aver scritto tutto ciò&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: cboracchi		</title>
		<link>https://www.psicologogallarate.com/dipendenza-affettiva/#comment-282</link>

		<dc:creator><![CDATA[cboracchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Aug 2023 14:31:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.psicologogallarate.com/?p=476#comment-282</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.psicologogallarate.com/dipendenza-affettiva/#comment-281&quot;&gt;Arianna&lt;/a&gt;.

Cara Arianna se, come scrive, vive nella speranza di mancare all&#039;altro, forse allontanarsi un po&#039; potrebbe aiutarla a vedere questa mancanza nel suo fidanzato molto più di questa presenza così assidua.
Spesso in realtà quello che ci trattiene non è la speranza di mancare, ma la paura che la nostra assenza non sia insopportabile.
La vera questione però è: questa relazione cosa sta dando a lei? Cosa le fa dire che valga la pena restare?
Forse partire da domande opportune aiuta a capire come dirigere le nostre scelte...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.psicologogallarate.com/dipendenza-affettiva/#comment-281">Arianna</a>.</p>
<p>Cara Arianna se, come scrive, vive nella speranza di mancare all&#8217;altro, forse allontanarsi un po&#8217; potrebbe aiutarla a vedere questa mancanza nel suo fidanzato molto più di questa presenza così assidua.<br />
Spesso in realtà quello che ci trattiene non è la speranza di mancare, ma la paura che la nostra assenza non sia insopportabile.<br />
La vera questione però è: questa relazione cosa sta dando a lei? Cosa le fa dire che valga la pena restare?<br />
Forse partire da domande opportune aiuta a capire come dirigere le nostre scelte&#8230;</p>
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		Di: Arianna		</title>
		<link>https://www.psicologogallarate.com/dipendenza-affettiva/#comment-281</link>

		<dc:creator><![CDATA[Arianna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jul 2023 15:34:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho 46 anni, ho conosciuto il mio fidanzato circa due anni fa e ci siamo messi insieme facendomi conoscere e frequenatre le sue gemelle da un anno e mezzo, al&#039;inizio era preso ma cauto nell&#039;esprimerlo a parole, dopo alcuni mesi l&#039;ho visto raffreddarsi e di conseguenza anch&#039;io.. ora ci vediamo una volta ogni due settimane ma ci scriviamo tutti i giorni: buon giorno, buon pranzo, buon pomeriggio, buona cena e buona notte. Non riesco a lasciarlo perchè vivo nella speranza di mancargli.
Grazie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho 46 anni, ho conosciuto il mio fidanzato circa due anni fa e ci siamo messi insieme facendomi conoscere e frequenatre le sue gemelle da un anno e mezzo, al&#8217;inizio era preso ma cauto nell&#8217;esprimerlo a parole, dopo alcuni mesi l&#8217;ho visto raffreddarsi e di conseguenza anch&#8217;io.. ora ci vediamo una volta ogni due settimane ma ci scriviamo tutti i giorni: buon giorno, buon pranzo, buon pomeriggio, buona cena e buona notte. Non riesco a lasciarlo perchè vivo nella speranza di mancargli.<br />
Grazie</p>
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