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	<title>ansia da prestazione Archivi - dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</title>
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	<description>Carlo Boracchi, psicologo e psicoterapeuta,</description>
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		<title>Miracolo a Milano: Strehler batte Meazza.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cboracchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Mar 2016 16:54:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[1 - Psicologia e arte]]></category>
		<category><![CDATA[3 - Psicologia e vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[ansia da prestazione]]></category>
		<category><![CDATA[ansia sociale]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.psicologogallarate.com/miracolo-a-milano-strehler-batte-meazza/">Miracolo a Milano: Strehler batte Meazza.</a> proviene da <a href="https://www.psicologogallarate.com">dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un piccolo miracolo è avvenuto a Milano, passato quasi sotto silenzio su tanti media e giornali: per la prima volta nella storia nel capoluogo lombardo <strong>il teatro ha battuto lo sport</strong>.</p>
<p>Gli abbonati al Piccolo Teatro hanno infatti superato quelli allo stadio di San Siro per entrambe le squadre milanesi: 25.000 abbonamenti al Piccolo Teatro, contro i 19.500 del Milan e 22.000 per l&#8217;Inter.</p>
<p>Il dato, che certamente muoverà l&#8217;ironia di qualche tifoso di altre squadre, appare ancor più interessante se si considera che quasi la metà degli spettatori che hanno assistito agli spettacoli sono persone under 30, quindi non certo appartenenti ad una generazione di veterani del teatro (fonte: Avvenire, 2 febbraio 2016).</p>
<p>Certamente la notizia va letta all&#8217;interno di una cornice più ampia, che non può non considerare anche l&#8217;aumento delle persone che segue il calcio da casa tramite pay-tv. Anche considerato questo aspetto tuttavia penso che sia certamente incoraggiante e stimolante riconoscere l&#8217;interesse riscosso anche tra i giovani da una forma d&#8217;arte data per anni come in crisi e morente.</p>
<p><strong>Cosa c&#8217;entra una notizia di questo tipo con un blog che parla di psicologia</strong>, si chiederà forse qualcuno. La risposta è presto detta.</p>
<p><strong>Il teatro può essere considerato per certi versi una delle primissime forme di psicoterapia inventata dall&#8217;uomo</strong>: Aristotele ideò a questo proposito il concetto di catarsi tragica per esprimere il vissuto attraverso il quale chi vedeva il teatro, immedesimandosi nei personaggi, riusciva a liberarsi delle proprie tensioni, purificando il proprio animo.</p>
<p><strong>La psicologia stessa ha a lungo dialogato (e tutt&#8217;oggi continua a farlo) con il linguaggio teatrale</strong>: moltissime tecniche (la più famosa delle quali è forse lo psicodramma) ricorrono alla messa in scena di “copioni personali” per attraversare e superare le proprie difficoltà emotive.</p>
<p>Anche al di fuori di queste pratiche più strutturate, <strong>il teatro è certamente uno degli strumenti più utili per aiutare le persone a vincere diversi tipi di problemi personali di natura psicologica</strong>, come ben sanno le migliaia di persone che coltivano questa passione a livello amatoriale, non solo come fruitori, ma anche come interpreti.</p>
<p>Tra i maggiori benefici che si possono ottenere dalla pratica teatrale, possiamo certamente considerare l&#8217;<strong>incremento dell&#8217;autostima e della sicurezza personale</strong> offerta dalla possibilità di “mettersi in scena” attraverso la rappresentazione teatrale.</p>
<p>Sono moltissime le persone che <strong>hanno imparato ad affrontare ansia sociale e ansia prestazionale</strong> attraverso questa passione, che li ha letteralmente “sbattuti davanti a decine di persone”.</p>
<p>Molto importante è anche la <strong>possibilità di prendere contatto in modo nuovo e particolare con il proprio corpo e le proprie emozioni</strong>: imparare a usare il corpo per esprimere quello che un copione richiede, andare a riprendere emozioni e vissuti personali, anche solo in modo ludico, per poterli esprimere in modo convincente, sono prassi che aiutano a conoscersi e familiarizzare con se stessi.</p>
<p>È proprio questo che porta molti adolescenti ad approcciarsi a questa attività nei propri anni dello sviluppo, per la possibilità offerta di attraversare i cambiamenti personali sperimentandosi, mettendosi in scena, mettendosi alla prova e provando altri modi di essere, pur continuando a restare sé stessi.</p>
<p>In questo sono <strong>evidenti poi le ricadute benefiche a livello interpersonale e di competenza sociale</strong>: al di là dei benefici del far parte di una compagnia, di un gruppo che lavora in modo finalistico per un obiettivo comune non competitivo ma collaborativo permette anche a persone più timide ed impacciate di sentirsi al sicuro in un gruppo che ha bisogno di lui/lei, come lui/lei di loro.</p>
<p>Alla luce di queste considerazione penso sia ancora più incoraggiante la notizia dalla quale siamo partiti, con la speranza che quello che è sembrato essere uno strano frutto del caso, diventi invece una lieta nota sempre più frequente e diffusa.</p>
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		<title>Paura da esame, esame da paura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cboracchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2016 10:17:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[3 - Psicologia e vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[ansia da prestazione]]></category>
		<category><![CDATA[capire ansia]]></category>
		<category><![CDATA[esami]]></category>
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		<category><![CDATA[superare ansia]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche di rilassamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giugno, si sa, è mese di esami, e per molti questo significa attraversare un periodo carico di un&#8217;ansia che rischia di compromettere gli sforzi fatti per<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologogallarate.com/paura-da-esame/">Paura da esame, esame da paura</a> proviene da <a href="https://www.psicologogallarate.com">dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Giugno, si sa, è mese di esami, e per molti questo significa attraversare un periodo carico di un&#8217;ansia che rischia di compromettere gli sforzi fatti per raggiungere i risultati sperati.</p>
<p align="JUSTIFY">Questo tipo di ansia, generalmente chiamata ansia da prestazione, finisce infatti per creare un senso di blocco, un&#8217;incapacità a pensare che impediscono a chi la prova di dimostrare la propria competenza e le proprie conoscenze, anche quando la preparazione è stata svolta molto bene.</p>
<p align="JUSTIFY">Anzi, molto spesso, più un esame è importante e quindi la preparazione accurata, tanto più aumenta l&#8217;ansia e quindi il blocco.</p>
<p align="JUSTIFY">Come se non bastasse, in molti casi il semplice timore che l&#8217;ansia possa presentarsi diventa in automatico motivo di preoccupazione e quindi causa scatenante l&#8217;ansia temuta.</p>
<p align="JUSTIFY">Cosa fare? <b>È possibile trovare il modo per aggirare questo problema e riuscire a disinnescare questo circolo vizioso?</b></p>
<p align="JUSTIFY">Un primo aspetto che è importante tenere presente riguarda la natura stessa dell&#8217;ansia.</p>
<p align="JUSTIFY">A questo termine vorrei quindi per un attimo sostituire quello di <b>“tensione”</b>, spesso usato come semplice sinonimo, ma nettamente meno connotato in termini patologici.</p>
<p align="JUSTIFY">Parlare di tensione significa infatti parlare prima di tutto di una spinta interna, una propensione, appunto, che la nostra mente percepisce. Il termine tensione evoca immagini fisiche, meccaniche: un arco che si tende, un cavo che si tira, un muscolo che si mette al lavoro&#8230; queste immagini ricalcano efficacemente quello che succede (e che è bene che succeda) alla nostra mente prima di affrontare un esame: il pensiero ha bisogno di diventare più veloce, capace di muoversi con rapidità tra le diverse informazioni presenti, di stabilire nessi e rievocare informazioni nel minor tempo possibile: tutte prestazioni migliorate dal nostro stato&#8230; di tensione, appunto.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>Entro un certo limite la nostra ansia è la nostra migliore arma per affrontare al meglio la prestazione che ci accingiamo ad affrontare.</b> Immaginiamo un atleta che si prepari a disputare una finale “molle”, senza energia. Per quanto possano apparire disinvolti e a proprio agio, i grandi campioni dello sport prima di una gara importante sono sempre estremamente concentrati e carichi, tesi, come confermano poi sempre nelle loro dichiarazioni e interviste: <b>nessuno, nemmeno i più bravi, possono dare il meglio se non provano quello stato di attivazione interna</b>.</p>
<p align="JUSTIFY">Questo significa che <b>nel momento in cui si inizia a percepire uno stato di tensione emotiva, invece che essere preoccupati per questo, si dovrebbe sentire semplicemente che la nostra mente si prepara a disputare l&#8217;incontro</b>, che scalda i motori, si dispone a permetterci di rendere al meglio. Ciò significa che <b>invece che contrastare questo stato o cercare di reprimerlo, si dovrebbe assecondarlo e riconoscerlo come utile</b>, tanto per cominciare.</p>
<p align="JUSTIFY">È vero tuttavia che questo stato emotivo risulta utile solo se contenuto entro un certo limite, quel limite entro cui la velocità del pensiero non diventa tale da risultare confusiva e causa di disorientamento. <b>Il problema non sarebbe quindi la presenza dell&#8217;ansia, ma il suo eccesso</b>: ciò che serve è dunque un impianto frenante, o un meccanismo di scarica della tensione “di troppo”.</p>
<p align="JUSTIFY">A questo proposito è bene tenere presente che la tensione non si smaltisce solo nel momento critico, ma è bene <b>addestrarsi a scaricarla in modo progressivo</b> o trovando momenti di rilassamento strutturati, o (soprattutto per chi conduce una vita sedentaria e poco attiva) aiutando la mente a scaricarsi compensando con esercizio fisico una tensione che altrimenti rimane solo mentale.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>Mente e corpo infatti non possono essere separati in nessun caso, tanto meno quando si parla di tensione</b>: aiutare la mente a scaricarsi passando attraverso il corpo può essere un meccanismo molto utile, come sanno tutti coloro che sono soliti praticare sport “per scaricarsi”.</p>
<p align="JUSTIFY">Il solo esercizio fisico però spesso non è sufficiente: per questo motivo delle <b>tecniche specifiche di rilassamento possono essere di aiuto</b>, almeno nei momenti più impegnativi e stressanti. Yoga, training autogeno, meditazione, ecc. sono attività che, se praticate con costanza, possono dare un aiuto importante per gestire il carico emotivo e mentale.</p>
<p align="JUSTIFY">Proprio queste ultime attività, inoltre, possono essere di supporto <b>anche nel momento della prova</b>: sebbene naturalmente non ci si possa sdraiare su un tappetino nel corso di un esame, <b>l&#8217;allenamento a raggiungere uno stato mentale di distensione, o a praticare esercizi di respirazione distensiva può aiutare a sentire un senso di controllo e padronanza in qualunque momento</b>.</p>
<p align="JUSTIFY">La psicologia dello sport in questo senso ha saputo sviluppare moltissime tecniche per “sostare nella tensione”, mantenendo la parte positiva, necessaria di attivazione psicofisica, senza combatterla, ma sfruttandola al meglio. Le stesse tecniche possono essere applicate con profitto anche nei momenti di prova mentale, come appunto un esame, una verifica, un&#8217;interrogazione.</p>
<p align="JUSTIFY">Sottolineo nuovamente però che la cosa non è banalizzabile con un “respira e concentrati, vedrai che ti passa”: <b>anche per raggiungere questa capacità occorre preparazione ed allenamento</b>.</p>
<p align="JUSTIFY">Essere consapevoli di sé significa sapere che si è portati a vivere con particolare apprensione momenti in cui ci si sente giudicati e che le proprie paure possono compromettere la nostra efficienza.</p>
<p align="JUSTIFY">Prepararsi a questo significa avere il coraggio di guardare in faccia la nostra paura e permetterci di affrontarla.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologogallarate.com/paura-da-esame/">Paura da esame, esame da paura</a> proviene da <a href="https://www.psicologogallarate.com">dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</a>.</p>
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