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	<title>benessere globale Archivi - dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</title>
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	<description>Carlo Boracchi, psicologo e psicoterapeuta,</description>
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		<title>Global Health. Il nuovo orizzonte della salute.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cboracchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2017 12:51:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2 - Psicologia e psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[3 - Psicologia e vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[benessere globale]]></category>
		<category><![CDATA[benessere personale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da un po&#8217; di tempo a questa parte il concetto di salute sta cambiando. Il cambiamento che il mondo ha visto realizzarsi negli ultimi decenni, assolutamente<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologogallarate.com/global-health/">Global Health. Il nuovo orizzonte della salute.</a> proviene da <a href="https://www.psicologogallarate.com">dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da un po&#8217; di tempo a questa parte il concetto di salute sta cambiando.</p>
<p align="JUSTIFY">Il <strong>cambiamento che il mondo</strong> ha visto realizzarsi negli ultimi decenni, assolutamente inedito nella storia dell&#8217;umanità, ha portato a mescolanze di persone e moltiplicazione di contatti come mai prima d&#8217;ora era accaduto nella storia.</p>
<p align="JUSTIFY">La <strong>globalizzazione del sistema di vita occidentale</strong> e l&#8217;<strong>aumento della popolazione mondiale</strong> hanno smesso di essere dati che interessano solo ad economisti e sociologi, per avere un riverbero anche nella vita di tutti noi in un modo destinato certamente a crescere nei prossimi anni.</p>
<p align="JUSTIFY">Uno dei primi ambiti in cui questo cambiamento ha preso forma è la nascita del concetto di Global Health, cioè di “salute globale”.</p>
<h3 align="JUSTIFY">Ma cos&#8217;è la &#8220;Global Health&#8221;?</h3>
<p align="JUSTIFY">Parlare di salute, significa per molti evocare in automatico l&#8217;immagine del medico: salute e medicina sono state due facce del medesimo concetto, sulla scia dell&#8217;idea che stare bene significasse principalmente non avere malattie, portando a far coincidere investimenti sulla salute pubblica con gli investimenti sul sistema sanitario. Questa sovrapposizione ha portato (ed è destinata a portare sempre di più) ad un collasso paradossale: con una popolazione mondiale sempre più anziana (e quindi sempre più costosa in termini sanitari) e risorse sempre più esigue, i costi sono destinati a diventare sempre più insostenibili.</p>
<p align="JUSTIFY">Questa situazione sta rendendo necessario elevare a <strong>nuovo principio ispiratore l&#8217;idea che “prevenire è meglio che curare”</strong>, e che <strong>per riuscire ad assicurare la sostenibilità della salute di tutti sia necessario cercare soluzioni che esulano dal campo medico</strong>, e che riguardano piuttosto l&#8217;ambiente di vita delle persone considerato nel suo complesso.</p>
<p align="JUSTIFY">Un esempio può essere chiarificatore: mai come ora l&#8217;obesità diventa un problema rilevante nel mondo intero. Non solo in occidente, ma in tutti i paesi, anche del terzo mondo, si registra un aumento delle persone con problemi legati ad un&#8217;alimentazione scorretta con inevitabili ripercussioni sulla qualità di vita individuale e sulla spesa per la salute pubblica, finché la soluzione del problema viene affrontata solo attraverso la medicalizzazione del problema (cioè col ricorso a farmaci e interventi chirurgici).</p>
<p align="JUSTIFY">Alimentazione, attività fisica, qualità dell&#8217;ambiente, benessere psicologico sono concetti che diventano sempre più rilevanti a livello globale.</p>
<p align="JUSTIFY">Il concetto di <strong>“global health”</strong> riguarda quegli <strong>“aspetti della salute collettiva che trascendono i confini nazionali […] e che possono essere meglio affrontati da azioni e soluzioni cooperative”</strong> (Vineis, 2014).</p>
<h3 align="JUSTIFY">In cosa consiste la Global Health?</h3>
<p align="JUSTIFY"><strong>L&#8217;idea di salute passerà sempre di meno dalla cura delle malattie, per passare ad un&#8217;idea più articolata di condizioni che permettono di mantenere un equilibrio di vita sano a livello globale per l&#8217;intera popolazione</strong>. Il problema principale in questo senso viene rappresentato ovviamente dagli interessi contrastanti rispetto ad alcune specifiche aree.</p>
<p align="JUSTIFY">Tanto per restare sul tema dell&#8217;alimentazione a cui facevo riferimento, il martellamento pubblicitario e culturale a cui siamo sottoposti rispetto a scelte alimentari poco salutari, unito l&#8217;idea imperante che “io sono libero di mangiare e consumare quello che voglio”, sono due fattori talmente radicati oggi da risultare difficilmente contrastabili, almeno nell&#8217;immediato futuro.</p>
<p align="JUSTIFY">Discorsi simili potrebbe essere fatti anche per il fumo, l&#8217;alcol, ecc.</p>
<p align="JUSTIFY">Se una parte di questi fattori hanno quindi inevitabilmente a che fare con scelte politico-sociali, il ruolo dei singoli per aderire ad una visione e a scelte più responsabili diventa essenziale, pena il collasso del sistema, incapace di reggersi sui presupposti che lo reggono.</p>
<h3 align="JUSTIFY">Quale ruolo ha la psicologia nella Global Health?</h3>
<p align="JUSTIFY">Un ruolo determinante, se è vero che uno dei principi fondamentali di ogni forma di psicoterapia “non farmacologica” è che <strong>la persona deve assumersi la responsabilità del proprio cambiamento</strong>, non delegabile al solo curante. <strong>Diventare parte attiva del processo che porta al proprio benessere è il primo gradino (sebbene certo non l&#8217;unico) di questa nuova visione.</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Accanto a ciò sarà sempre più fondamentale diventare capaci di <strong>vedere il benessere come qualcosa sganciato dalla singola persona, ma connesso a tutto il suo contesto di vita, nonché, probabilmente, relativizzato, cioè collegato alla sua storia personale</strong>: quanto è possibile che quella persona stia bene rispetto al suo percorso di vita e rispetto alle condizioni complessive in cui si trova?</p>
<p align="JUSTIFY">Questa domanda, che alcuni forse oggi riterrebbero inammissibile o eccessivamente cinica, potrebbe diventare invece determinante, almeno come principio ispiratore del nuovo modo di concepire il benessere individuale.</p>
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		<title>L&#8217;arte può essere terapeutica?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cboracchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2017 11:30:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[1 - Psicologia e arte]]></category>
		<category><![CDATA[benessere globale]]></category>
		<category><![CDATA[connessionismo]]></category>
		<category><![CDATA[film psicologici]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia e arte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un quadro, una canzone, uno spettacolo teatrale o un balletto possono trasmetterci un senso di benessere. È possibile parlare dell&#8217;arte come una forma di terapia? Vedere<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologogallarate.com/arte-terapeutica/">L&#8217;arte può essere terapeutica?</a> proviene da <a href="https://www.psicologogallarate.com">dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4>Un quadro, una canzone, uno spettacolo teatrale o un balletto possono trasmetterci un senso di benessere. È possibile parlare dell&#8217;arte come una forma di terapia? Vedere un&#8217;opera artistica, fruire della bellezza può aiutarci a stare bene: ma come si spiega questo fenomeno?</h4>
<p align="JUSTIFY">La risposta a queste domande non è per nulla banale: l&#8217;effetto-benessere ottenuto attraverso l&#8217;arte, non solo come forma di espressione di se stessi, ma anche come fruizione di opere di altri è cosa nota, ma tutt&#8217;altro che facile da spiegare, soprattutto se intende la terapia come qualcosa di scientificamente provato.</p>
<p align="JUSTIFY">Certamente questa sensazione è molto comune, potremmo dire universale, non solo nella nostra cultura, ma in tutte quelle conosciute. Anzi: <strong>in molti casi arte e terapia si fondono in modo imprescindibile</strong>, come accade ad esempio in alcuni riti sciamanici nei quali l&#8217;uso della musica o della danza assumono un ruolo determinante nel compimento del rituale.</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: 14pt;">È la nostra cultura, soprattutto negli ultimi decenni, ad aver iniziato ad intendere la terapia e la cura come interventi chimici o meccanici, trascurando molti trattamenti tradizionalmente adottati, oggi liquidati come semplici hobby, o diversivi.</span> L&#8217;arte rientra certamente tra questi.</p>
<p align="JUSTIFY">Come ho già avuto modo di ricordare altrove, già Aristotele vedeva nel teatro una potenzialità curativa verso lo spettatore: la catarsi, cioè la purificazione delle passioni attraverso la visione della tragedia, una purificazione dell&#8217;anima e del corpo allo stesso tempo.</p>
<p align="JUSTIFY">Che l&#8217;arte possa agire ed incidere nel nostro animo anche in modo potente è esperienza nota anche oggi: la sindrome di Stendhal, ad esempio, rappresenta forse il caso più evidente di questo fenomeno, con episodi dissociativi attivati dalla contemplazione di un&#8217;opera d&#8217;arte.</p>
<h4 align="JUSTIFY">Ma come può un&#8217;opera d&#8217;arte generare questa sensazione?</h4>
<p align="JUSTIFY">La domanda, a mio parere tutt&#8217;altro che banale, è difficile sia da porsi che da risolvere. Se si assume un&#8217;ottica razionalista (occidentale, potremmo dire) dovremmo inerpicarci alla ricerca di reazioni neurologiche attivate dalla contemplazione di opere d&#8217;arte (cosa che difficilmente soddisferebbe la nostra curiosità).</p>
<p align="JUSTIFY">Se invece un&#8217;ottica olistica può offrirci strumenti più idonei a rispondere, personalmente trovo difficile riconoscermi in posizioni che talvolta ammiccano al misticismo, soprattutto se parliamo di un prodotto, come quello artistico, che può non aver nulla a che fare con la dimensione mistica.</p>
<p align="JUSTIFY">Una risposta interessante ed efficace è quella data da Bateson nella sua opera “Dove gli angeli esitano” (Adelphi, 1989), nel quale il noto antropologo si interroga sul valore che hanno per la mente fenomeni come la contemplazione della bellezza, la religiosità, il contatto con la natura&#8230;</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: 14pt;"><strong>Secondo Bateson ciò che rende terapeutiche queste attività è la loro “potenzialità connettiva”, cioè la capacità che hanno di metterci in connessione con altri e con il contesto intorno a noi.</strong></span></p>
<p align="JUSTIFY">Questa capacità di riconnessione genera una sensazione di benessere perché permette di ri-equilibrarsi nel proprio contesto, trovare una nuova possibilità di connessione con ciò che ci circonda, diminuendo lo stato di tensione personale.</p>
<p align="JUSTIFY">Questa ipotesi nasce dalla concezione della mente come “mente ecologica”, cioè comprendente un insieme di individui in un contesto: una visione diversa da quella abitualmente intesa, che fa coincidere la mente con il singolo soggetto. Se da una parte una visione come questa può essere lontana dalla concezione e dall&#8217;esperienza comune, al contempo riesce a spiegare efficacemente fenomeni come quello appena descritto, nei quali ciascuno sente di essere “più di se stesso”.</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: 14pt;">L&#8217;arte in questo senso diventa un modo per interagire e connettersi non solo con l&#8217;artista, ma con la comunità che sentiamo condividere con noi quel particolare tipo di espressione artistica, nella quale entriamo a far parte fruendone a nostra volta.</span></p>
<p align="JUSTIFY">Un&#8217;esperienza forse impossibile da spiegare in parole, ma profondamente percepibile nel cuore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologogallarate.com/arte-terapeutica/">L&#8217;arte può essere terapeutica?</a> proviene da <a href="https://www.psicologogallarate.com">dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</a>.</p>
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