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	<title>dsa Archivi - dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</title>
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	<description>Carlo Boracchi, psicologo e psicoterapeuta,</description>
	<lastBuildDate>Thu, 08 Aug 2024 21:09:23 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Manuale minimo di sopravvivenza all&#8217;anno scolastico per genitori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cboracchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Sep 2018 13:48:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[3 - Psicologia e vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[adhd]]></category>
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		<category><![CDATA[figli adolescenti]]></category>
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		<category><![CDATA[psicologia e scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi in Lombardia e in tante altre regioni inizia l&#8217;anno scolastico, e per chi come me lavora moltissimo con alunni, insegnanti, famiglie e con tutto il<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi in Lombardia e in tante altre regioni inizia l&#8217;anno scolastico, e per chi come me lavora moltissimo con alunni, insegnanti, famiglie e con tutto il mondo della scuola, è impossibile non dedicare un pensiero speciale ed un augurio, accompagnato da una riflessione semiseria, che dedico in particolare ai genitori di alunni grandi e piccoli.<br />
Da un po&#8217; di anni infatti il percorso scolastico è diventato un&#8217;esperienza familiare, che coinvolge i genitori (ma a volte anche nonni, zii, vicini di casa, ecc.) non meno dei figli.<br />
A tutti questi adulti che a breve inizieranno a sentirsi pressati da compiti da far fare (o da fare), da verifiche da preparare, materiali da cercare&#8230; ecco qualche pensiero in libertà con cui vorrei augurare a tutti un bellissimo anno scolastico.<br />
Non perché privo di difficoltà, ma perché ogni difficoltà aiuti i nostri figli a crescere.</p>
<p><strong>1) Lasciate che a scuola ci vadano i vostri figli, voi avete già dato!</strong><br />
Ovvero: seguite i vostri figli, ma non anticipateli. Se vi chiedono, rispondete, se c&#8217;è da controllare, controllate, ma lasciate che si gestiscano un po&#8217; più autonomamente di come facevano l&#8217;anno scorso: cosa vorreste che facessero autonomamente entro la fine dell&#8217;anno? Bene, iniziate subito con un passo in quella direzione.</p>
<p><strong>2) Gli insegnanti sono i vostri migliori alleati: collaborate con loro.</strong><br />
Cercare il confronto con gli insegnanti, credere in una cooperazione costruttiva con la scuola, favorire lo scambio di informazioni da e verso la scuola è una premessa fondamentale perché ciascuno possa svolgere al meglio il proprio lavoro: insegnanti, genitori&#8230; e alunni!</p>
<p><strong>3) I voti a vostro figlio, non sono voti a voi (né a lui come persona).</strong><br />
Vedete (e aiutate a vedere) i fallimenti e le difficoltà che arriveranno come occasioni per migliorare, non come attacchi personali. Solo così usciremo più grandi e più ricchi di come siamo entrati.</p>
<p><strong>4) Ricordate che chi protegge troppo, finisce per indebolire invece che rafforzare.</strong><br />
Lasciate che siano un po&#8217; i figli &#8220;a smazzarsela&#8221;: voi al massimo indicate la via, suggerite, aiutate a ragionare.</p>
<p>5) ma soprattutto:<strong> meno chat e più dialogo.</strong> Con i figli, con gli altri genitori, con gli insegnanti&#8230; con tutti.</p>
<p>A tutti voi un felicissimo anno scolastico.<br />
Per aspera ad astra.</p>
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		<title>&#8220;Hai preso le pillole?&#8221; &#8211; ADHD e i suoi farmaci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cboracchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Sep 2018 12:12:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2 - Psicologia e psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[3 - Psicologia e vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[adhd]]></category>
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		<category><![CDATA[farmacoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[figli adolescenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alcuni giorni fa, grazie ad una “soffiata” di una paziente, ho scoperto “Hai preso le pillole?” un documentario presente sul catalogo di Netflix che tratta di<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologogallarate.com/adhd-farmaci-ritalin/">&#8220;Hai preso le pillole?&#8221; &#8211; ADHD e i suoi farmaci</a> proviene da <a href="https://www.psicologogallarate.com">dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Alcuni giorni fa, grazie ad una “soffiata” di una paziente, ho scoperto <strong>“Hai preso le pillole?”</strong> un documentario presente sul catalogo di Netflix che tratta di un problema da noi ancora poco conosciuto o sottostimato:</p>
<h3 align="JUSTIFY">L&#8217;uso (e l&#8217;abuso) di farmaci “stimolanti” da parte di studenti, professionisti, ecc. allo scopo di aumentare la prestazione, potenziarsi.</h3>
<p align="JUSTIFY"><strong>I cosiddetti “stimolanti” sono farmaci, come il Ritalin e l&#8217;Adderal, frequentemente utilizzati nel trattamento di problemi attentivi e “comportamentali”, il più noto dei quali è la sindrome da Deficit dell&#8217;Attenzione e Iperattività, nota al grande pubblico come ADHD.</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Ormai anche i non addetti ai lavori conoscono questa etichetta diagnostica che, in modo più o meno consapevole, si presenta ormai con frequenza tale che qualcuno ha iniziato a parlare di <a href="http://www.psicologogallarate.com/indagine-effetti-psicofarmaci/">epidemia</a>.</p>
<p align="JUSTIFY">Premesso che il documentario, molto fruibile e ben fatto, offre un ampio ventaglio di sollecitazioni e interrogativi su questo problema dilagante, personalmente sono stato colpito da due suggestioni che condivido: la prima di naura clinica, la seconda più “sociale”.</p>
<h4 align="JUSTIFY"><b>ADHD&#8230; e se ci stessimo sbagliando di grosso?</b></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY">Molti autori più autorevoli di me hanno già sollevato più di un dubbio su questa sindrome, sia per quanto riguarda il trattamento generalmente effettuato, che per quanto riguarda la sua stessa esistenza. E se consideriamo che tra i critici di questa definizione, va annoverato anche Leon Eisenberg, il “padre” della ADHD, non possiamo certo considerare questa posizione come faziosa.</p>
<p align="JUSTIFY">Le fortissime pressioni esercitate dalle case farmaceutiche produttrici di questi farmaci sugli organi di controllo hanno abbassato i criteri per la diagnosi, finendo per includere un numero enorme di bambini tra i &#8220;soggetti patologici&#8221;. Sarebbe legittimo chiedersi se davvero tutti questi bambini sono “malati” o più semplicemente sono bambini che manifestano con la loro irrequietezza, vivacità, dinamicità il loro essere bambini, appunto. O forse se, con la loro agitazione esprimono un disagio che rimanda ad altro (tensioni familiari, preoccupazioni, ecc.).</p>
<p align="JUSTIFY">Curioso poi che si parli tanto di “deficit dell&#8217;attenzione e iperattività” in un momento storico in cui si valorizza tanto il multitasking, l&#8217;iperproduttività, la versatilità ai limiti del trasformismo.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Non è che “i bambini ADHD”, ben lungi dall&#8217;essere dis-adattati, siano in realtà iper-adattati a questa società? </strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Con il loro essere incapaci di fermarsi su un compito solo, non incarnano perfettamente un tentativo di realizzare proprio ciò che la società sembra chiedere?</strong></p>
<p align="JUSTIFY">
<h4 align="JUSTIFY"><b>Il massimo sta diventando il minimo?</b></h4>
<p align="JUSTIFY"><strong>Un aspetto interessante (quanto inquietante) del documentario riguarda il fatto che la maggior parte di coloro che ha iniziato a usare i farmaci lo ha fatto non per curarsi, ma per &#8220;doparsi&#8221;.</strong> Sebbene questo uso sia quindi a tutti gli effetti improprio, molti di coloro che ne hanno abusato pur ammettendo di esserne diventati dipendenti, ritengono che l&#8217;aiuto avuto, il potenziamento ottenuto sia valso la pena: cioè che sia accettabile diventare dipendenti da un farmaco, se questo aiuta ad avere risultati più alti della concorrenza, andando oltre i propri limiti fisiologici.</p>
<p align="JUSTIFY">Questo fa venire in mente un altro dato simile: la maggior parte dei fruitori di farmaci sessualmente stimolanti (Viagra e Cialis) non sono soggetti con problemi erettili, che li usano per contrastare i problemi, ma soggetti normali, che li usano per avere performance da &#8220;porno star&#8221;.</p>
<p align="JUSTIFY">L&#8217;immagine che emerge da questi dati sembra essere quella di un contesto nel quale essere normali non è più abbastanza, occorre essere “più” per essere al livello base.</p>
<h4 align="JUSTIFY">Ciò significa che andare oltre i propri limiti, essere super, sta diventando un prerequisito necessario per essere al passo con la società e le sue richieste? Essere normali sta significando essere “meno”?</h4>
<p align="JUSTIFY">Il quadro che emerge sembra il ritratto surreale tratteggiato da Lewis Carroll nel suo Alice nel Paese delle Meraviglie: “qui devi correre più che puoi per restare nello stesso posto. Per andare da qualche parte devi correre almeno il doppio!”</p>
<p align="JUSTIFY">Per chi fosse interessato a vedere il documentario, purtroppo non disponibile online, condivido il trailer&#8230;</p>
<p><iframe title="Take Your Pills | Official Trailer [HD] ] Netflix" width="1220" height="686" src="https://www.youtube.com/embed/X6Xebo1pngM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologogallarate.com/adhd-farmaci-ritalin/">&#8220;Hai preso le pillole?&#8221; &#8211; ADHD e i suoi farmaci</a> proviene da <a href="https://www.psicologogallarate.com">dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</a>.</p>
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		<title>Uno sguardo nuovo sui DSA: incontro con Miriam Gandolfi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cboracchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2020 14:23:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[adhd]]></category>
		<category><![CDATA[discalculia]]></category>
		<category><![CDATA[disgrafia]]></category>
		<category><![CDATA[dislessia]]></category>
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		<category><![CDATA[genitori e figli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella mia attività di psicologo scolastico tanti genitori mi chiedono aiuto per le difficoltà di apprendimento dei loro bambini. Sempre più spesso si sente parlare dei DSA,<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologogallarate.com/dsa-miriam-gandolfi/">Uno sguardo nuovo sui DSA: incontro con Miriam Gandolfi</a> proviene da <a href="https://www.psicologogallarate.com">dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella mia attività di psicologo scolastico tanti genitori mi chiedono aiuto per le difficoltà di apprendimento dei loro bambini. Sempre più spesso si sente parlare dei DSA, i disturbi specifici dell&#8217;apprendimento. Disgrafia, diortografia, dislessia, discalculia sono parole ormai di uso comune nelle scuole.</p>
<p>E&#8217; possibile trovare un approccio nuovo a questi problemi?  Genitori e insegnanti possono diventare figure attive nel sostegno dei processi di apprendimento, prevenendo le difficoltà?</p>
<p>Parliamo di questi temi con Miriam Gandolfi in questo video che sono sicuro darà molte risposte a chi sta cercando di affrontare questi problemi.</p>
<p><iframe title="Psicologogallarate.com - I DSA guardati da un altro punto di vista - incontro con Miriam Gandolfi" width="1220" height="915" src="https://www.youtube.com/embed/e2rZZ-NoM1k?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Chi affronta questo problemi spesso sente di poter solo compensare le difficoltà, senza risolverle.</p>
<p>L&#8217;approccio proposto da Miriam Gandolfi, con la quale ho il piacere e l&#8217;onore di collaborare, apre prospettive nuove, offrendo la possibilità di intervenire sui pre-requisiti dell&#8217;apprendimento e trovare un nuovo modo di affrontare i DSA.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologogallarate.com/dsa-miriam-gandolfi/">Uno sguardo nuovo sui DSA: incontro con Miriam Gandolfi</a> proviene da <a href="https://www.psicologogallarate.com">dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</a>.</p>
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		<title>DSA: i primi risultati della ricerca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cboracchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2020 15:49:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[dsa]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia e scuola]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia scolastica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da oltre un anno ho il piacere di collaborare con il team che, insieme a Miriam Gandolfi, sta svolgendo un lavoro di ricerca innovativo sui disturbi<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologogallarate.com/dsa-i-primi-risultati-della-ricerca/">DSA: i primi risultati della ricerca</a> proviene da <a href="https://www.psicologogallarate.com">dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da oltre un anno ho il piacere di collaborare con il team che, insieme a Miriam Gandolfi, sta svolgendo un lavoro di ricerca innovativo sui disturbi specifici dell&#8217;apprendimento, per costruire nuovi strumenti di intervento efficace e precoce.</p>
<p>I risultati che stiamo raccogliendo sono incoraggianti: il nuovo sguardo non solo è possibile, ma anche utile e fruttuoso per scuola, famiglie e bambini.</p>
<p>Il lavoro è ancora in corso d&#8217;opera, ma alcune riflessioni possono iniziare ad essere condivise.<br />
In questo articolo, apparso sulla rivista online Medicina e Società, edita da Fioriti, Miriam Gandolfi presenta quanto svolto finora sui DSA, lo sguardo adottato e i primi risultati emersi.</p>
<p>Buona lettura!</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="S9bmWl3j1j"><p><a href="https://medicinaesocieta.it/dsa-in-aumento-una-proposta-efficace-per-un-intervento-alternativo/">DSA in aumento: una proposta efficace per un intervento alternativo</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;DSA in aumento: una proposta efficace per un intervento alternativo&#8221; &#8212; Medicina e Società" src="https://medicinaesocieta.it/dsa-in-aumento-una-proposta-efficace-per-un-intervento-alternativo/embed/#?secret=S9bmWl3j1j" data-secret="S9bmWl3j1j" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologogallarate.com/dsa-i-primi-risultati-della-ricerca/">DSA: i primi risultati della ricerca</a> proviene da <a href="https://www.psicologogallarate.com">dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</a>.</p>
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