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	<title>lavorare in famiglia Archivi - dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</title>
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	<description>Carlo Boracchi, psicologo e psicoterapeuta,</description>
	<lastBuildDate>Thu, 22 Aug 2024 07:56:16 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Affari Affetti Affanni: crisi personale e famiglia azienda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cboracchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2015 10:17:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2 - Psicologia e psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi personale]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quali sono le implicazioni psicologiche di nascere e vivere in una famiglia azienda? Cosa succede quando si sperimenta un problema psicologico dentro un nucleo che lega<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologogallarate.com/crisi-personale-e-famiglia-azienda/">Affari Affetti Affanni: crisi personale e famiglia azienda</a> proviene da <a href="https://www.psicologogallarate.com">dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><b>Quali sono le implicazioni psicologiche di nascere e vivere in una famiglia azienda?</b></h2>
<h3><b>Cosa succede quando si sperimenta un problema psicologico dentro un nucleo che lega il proprio nome ed il proprio benessere ad un negozio o ad un&#8217;impresa “di famiglia”?</b></h3>
<p>Ogni medaglia, si sa, ha due facce, e la stessa cosa vale ovviamente anche per la cosiddetta “famiglia-azienda”, cioè per quella famiglia che lega il proprio nome, o almeno la propria sussistenza ad un&#8217;attività commerciale o ad un&#8217;impresa nella quale genitori e figli, fratelli e cugini si trovano a condividere non solo lo spazio dell&#8217;intimità familiare, ma anche quello “pubblico” della sfera lavorativa.</p>
<p><b>Vista da fuori questa condizione rappresenta per molti una vera fortuna</b>, specie quando l&#8217;attività è florida: un posto di lavoro assicurato e l&#8217;inevitabile confidenza con il cuore dell&#8217;azienda vengono visti come privilegi preziosi da chi è esterno a situazioni di questo tipo.</p>
<p><b>Vista dall&#8217;interno, al contrario, la situazione non è sempre così rosea</b>, soprattutto a causa dei <b>labili confini tra sfera personale, familiare e pubblica</b> che si vive in queste famiglie, abituate a sovrapporre o identificare rapporti di parentela e di colleganza.</p>
<p><b>Difendere il proprio spazio personale diventa spesso più difficile</b>, sia per una difficoltà fisica a trovare spazi immuni dalla presenza e dall&#8217;influenza familiare sia per il <b>maggiore peso attribuito al giudizio ed alla critica</b>. L&#8217;appartenenza al gruppo viene infatti doppiamente cementata dal legame di sangue e da quello lavorativo, rendendo più incisivo e significativo il confronto con l&#8217;altro.</p>
<p><b>Per terapeuti e pazienti è essenziale tenere presenti gli aspetti peculiari di questi sistemi familiari quando viene portato un problema in terapia, pena l&#8217;incontrare resistenze e blocchi difficilmente arginabili.</b> Essere parte da sempre di un sistema funzionante secondo determinate regole può rendere difficile rendersi conto della loro influenza sulle scelte più quotidiane come su quelle esistenziali, interferendo con la possibilità di comprendere le ragioni del problema e, quindi,</p>
<p>Porre in evidenza questo legame è il primo passo essenziale, a partire dal quale può essere costruito delle possibili soluzioni.</p>
<p>La ricerca psicologica ha più volte evidenziato come per le persone appartenenti a famiglie di questo tipo sia più difficile affrontare le situazioni in cui i bisogni legati alla sfera affettiva andavano a scontrarsi con quelli della sfera lavorativa: <b>quando i tempi intimi vanno fuori sincronia con quelli aziendali</b> (cambiamenti di vita in momenti in cui l&#8217;azienda chiede continuità o trasformazioni lavorative ostacolate dalle esigenze familiari) <b>la tensione generata dal contrasto di bisogni può tradursi in una crisi personale o nei classici sintomi psicologici: ansia, depressione, somatizzazioni, ecc.</b></p>
<p>Porre in evidenza questo legame è il primo passo essenziale, a partire dal quale può essere costruito <span style="line-height: 1.5;">un percorso terapeutico che aiuti a costruire un nuovo equilibrio capace di considerare e, possibilmente, conciliare i due mondi della persona: storicamente intrecciati e interdipendenti.</span></p>
<p>Solo tenendo presente questa dimensione il problema può essere realmente compreso ed interpretato e la tensione risolta, arrivando a trovare un nuovo equilibrio ed un nuovo benessere.</p>
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		<title>Il cambiamento possibile: la lezione di cucine da incubo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cboracchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jun 2017 09:52:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[1 - Psicologia e arte]]></category>
		<category><![CDATA[3 - Psicologia e vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[cucine da incubo]]></category>
		<category><![CDATA[lavorare in famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[lavorare in team]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia del cambiamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alcuni articoli recentemente girati online hanno mosso un attacco abbastanza feroce alla trasmissione “Cucine da Incubo”, insinuando che molti ristoranti aiutati dallo chef Cannavacciuolo avrebbero chiuso<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologogallarate.com/cambiamento-cucine-da-incubo/">Il cambiamento possibile: la lezione di cucine da incubo</a> proviene da <a href="https://www.psicologogallarate.com">dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://buzz.excite.it/Casa-Cucina/Cucina/Che-fine-hano-fatto-le-Cucine-da-Incubo-piu-famose">Alcuni articoli</a> recentemente girati online hanno mosso un attacco abbastanza feroce alla trasmissione “Cucine da Incubo”, insinuando che <span style="font-size: 14pt;">molti ristoranti aiutati dallo chef Cannavacciuolo avrebbero chiuso dopo la partecipazione al programma</span>, non ottenendo i risultati sperati.</h3>
<p align="JUSTIFY">Cosa centra questa notizia in un blog di psicologia?</p>
<p align="JUSTIFY">Molto più di quanto si possa pensare!</p>
<p align="JUSTIFY">Per chi intanto non conoscesse la trasmissione, “Cucine da Incubo” è un programma che, riprendendo un format americano simile, condotto dallo chef Gordon Ramsey, prevede che ristoranti disastrati ricevano un periodo di supervisione e revisione da parte di uno chef stellato (Antonino Cannavacciuolo, appunto) per risollevarsi e rilanciarsi.</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: 14pt;">I “punzecchiamenti” ricevuti dalla trasmissione, sarebbero relativi proprio al fatto che alcuni di questi locali invece che un beneficio, avrebbero ottenuto un ulteriore tracollo, chiudendo poco tempo dopo.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://geishagourmet.com/2017/04/30/cannavacciuolo-batte-ramsey-cucine-da-incubo-italia-solo-6-ristoranti-chiusi/">Va precisato che la notizia, almeno per quanto riguarda l&#8217;edizione italiana, pare essere errata</a>: con un bassissima percentuale di locali chiusi. Al contrario però la cosa parrebbe essere assolutamente vera per l&#8217;edizione americana del programma, nella quale si sfiora il 70% di chiusure poco dopo la trasmissione.</p>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="font-size: 14pt;">Cosa centra tutto questo con la psicologia?</span></h3>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="font-size: 14pt;">Moltissimo in realtà.</span></h3>
<p align="JUSTIFY">Il programma citato, infatti, si basa su un pensiero molto diffuso nella soluzione dei problemi, non solo nell&#8217;ambito della ristorazione o del lavoro, ma in senso lato: <span style="font-size: 14pt;"><strong>se abbiamo un problema, ci occorre un esperto che ci dica cosa fare, e avremo una soluzione.</strong></span></p>
<p align="JUSTIFY">Molto spesso la stessa richiesta viene fatta anche in terapia: “dottore, mi dica cosa devo fare, mi dia un consiglio per risolvere il problema”.</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: 14pt;">Generalmente ciò che succede è che il consiglio funziona poco o per nulla, e la persona si trova con la frustrazione accresciuta dalla costatazione che nemmeno l&#8217;esperto è stato capace di risolvere il problema.</span></p>
<h3 align="JUSTIFY">Perché succede questo?</h3>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: 14pt;">Quando un gruppo consolidato di persone (come una squadra di lavoro, o una famiglia) incontra un problema, generalmente questa difficoltà non è dovuta al fatto che non si sa cosa fare, ma che esiste un qualche modo di funzionamento di fondo che ci ostacola</span>, un aspetto del nostro modo di funzionare che “cortocircuita” e che viene messo in atto automaticamente, senza che ce ne rendiamo conto.</p>
<h3 align="JUSTIFY">I vari consigli che riceviamo non scalfiscono questo modo di funzionare, che quindi può continuare a lavorare sotterraneamente.</h3>
<p align="JUSTIFY">Se tra due persone ad esempio esiste una rivalità che compromette la riuscita del lavoro, c&#8217;è da aspettarsi che, per quanti consigli un esperto possa dare, finché questa non viene risolta o trasformata, continuerà ad agire più o meno sotterraneamente. Presto o tardi uno dei due contendenti tornerà ad attaccare l&#8217;altro per screditarlo, riattivando il circuito del conflitto.</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: 14pt;">Certamente esistono poi forti differenze tra il discorso che può essere fatto per un&#8217;attività commerciale e una famiglia, ma queste riguardano soprattutto elementi di contorno.</span></p>
<p align="JUSTIFY">La ventata di pubblicità proveniente dalla partecipazione ad un programma tv, e la possibilità di un restyling ben studiato possono essere due fattori chiave per determinare il salto di qualità da parte di un&#8217;attività commericiale, discorso che chiaramente non vale per una famiglia in difficoltà.</p>
<p align="JUSTIFY">L&#8217;intervento dello chef nella trasmissione si muove sempre su 3 livelli: stile del ristorante, menù proposto e dinamiche del gruppo. Quando il problema riguarda principalmente i primi due punti, l&#8217;intervento di un esperto può essere prezioso, ma <span style="font-size: 14pt;"><strong>quando la questione è legata ad aspetti interpersonali, diventa inutile, se non deleterio, perché accresce il numero di fallimenti nella soluzione di un problema.</strong></span></p>
<p align="JUSTIFY">In questi casi l&#8217;unica strada percorribile è <span style="font-size: 14pt;">cambiare il modo di funzionare della squadra</span>, ricombinare le modalità di interazione da parte di tutti, perché nessuno si snaturi, ma il risultato complessivo risulti giovato e non penalizzato dalle peculiarità di ciascuno.</p>
<p align="JUSTIFY">Solo riuscendo a fare questo il gioco può continuare, a casa e nel lavoro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologogallarate.com/cambiamento-cucine-da-incubo/">Il cambiamento possibile: la lezione di cucine da incubo</a> proviene da <a href="https://www.psicologogallarate.com">dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</a>.</p>
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