<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>scoprire le bugie Archivi - dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</title>
	<atom:link href="https://www.psicologogallarate.com/tag/scoprire-le-bugie/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.psicologogallarate.com/tag/scoprire-le-bugie/</link>
	<description>Carlo Boracchi, psicologo e psicoterapeuta,</description>
	<lastBuildDate>Thu, 22 Aug 2024 07:54:27 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>La mente che mente. Smascherare le menzogne</title>
		<link>https://www.psicologogallarate.com/smascherare-le-menzogne/</link>
					<comments>https://www.psicologogallarate.com/smascherare-le-menzogne/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[cboracchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2016 10:38:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[3 - Psicologia e vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[problemi di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia della comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[scoprire le bugie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.psicologogallarate.com/?p=440</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ai bambini si dice che le bugie abbiano il naso lungo e le gambe corte, metafora del fatto che si leggono in faccia e non fanno<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologogallarate.com/smascherare-le-menzogne/">La mente che mente. Smascherare le menzogne</a> proviene da <a href="https://www.psicologogallarate.com">dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ai bambini si dice che le bugie abbiano il naso lungo e le gambe corte, metafora del fatto che si leggono in faccia e non fanno andare molto lontano, ma la realtà dei fatti non è proprio così.</p>
<h2>Come si fa a smascherare le menzogne? Esiste un modo per accorgerci quando qualcuno ci sta dicendo una bugia?</h2>
<p><strong>Il problema di scoprire i bugiardi è certamente uno dei più significativi della storia dell&#8217;umanità</strong>, se è vero che perfino nell&#8217;antico testamento una delle dieci regole universali dati da Dio all&#8217;umanità riguardava esattamente il fatto di non mentire sotto giuramento.</p>
<p>Si sa che la cosa non è servita a risolvere il problema, né hanno ottenuto risultati molto più efficaci i vari servizi segreti che nel corso del novecento hanno inseguito fantomatici sieri o macchine della verità.</p>
<p>Verrebbe da dire che la questione è un causa persa, per noi poveri mortali che non disponiamo di tavole della legge, macchinari sofisticati o strani mix farmacologici.</p>
<p>Ma le cose stanno davvero così?</p>
<p>Ovviamente la psicologia non poteva evitare di incuriosirsi rispetto al fenomeno comunicativo della menzogna, cercando di coglierne le peculiarità e svelarne le dinamiche, a volte ideando strumenti di analisi e microanalisi della comunicazione verbale e non verbale alla ricerca del dettaglio rivelatore, il più sofisticato dei quali è probabilmente il FACS di Ekman e Friesen.</p>
<p>Certamente il <strong>ventaglio di tipologie di menzogne e mentitori è talmente variegato da meritare probabilmente un discorso a sé</strong>: dalla bugia bianca alla truffa, dal bugiardo a fin di bene fino a quello patologico certamente non è possibile considerare alla stessa stregua situazioni tanto diverse nelle premesse e nelle conseguenze. <strong>Tuttavia alcune ricerche sembrerebbero poter identificare alcuni stili caratteristici della menzogna, correlati a situazioni relazionali caratteristiche.</strong></p>
<p>Il discrimine fondamentale sembra essere se <strong>colui che mente pensa che il suo interlocutore sia sospettoso o meno</strong>: a seconda infatti che si senta o meno gli occhi puntati addosso, il mentitore tenderebbe ad adottare <strong>due modalità differenti per piazzare la sua bugia</strong>.</p>
<p>Nel caso in cui sente che l&#8217;altro non è prevenuto nei suoi confronti, <strong>il mentitore tende più frequentemente ad adottare uno stile prolisso ed ambiguo</strong>: le parole diventano una specie di cortina fumosa nella quale far perdere l&#8217;altro per non far distinguere verità e finzione.</p>
<p><strong>Nel caso in cui invece chi dice una bugia si sente “sorvegliato speciale” tende maggiormente alla modalità “piazza la bomba e scappa”, preferendo frasi brevi, stringate</strong>.</p>
<p>Anche la voce tenderebbe a cambiare nelle due situazioni: molto modulata e variegata nel primo caso, più tenue e monotòna nel secondo.</p>
<p>Problema risolto? Ahinoi no, perché in realtà <strong>le osservazioni si basano principalmente su variazioni possibili, che si potrebbero riscontrare come alterazioni in uno stile comunicativo noto</strong>. In pratica, se una persona generalmente parla in modo stringato ed essenziale, è possibile che, dovendo raccontare una bugia ad una persona che crede non sospettare nulla, adotti uno stile più prolisso.</p>
<p>Ciò significa che <strong>è possibile, al massimo, riuscire ad intercettare bugie di persone con cui siamo in rapporto stretto, e di cui conosciamo il modo abituale di parlare.</strong></p>
<p><strong>Anche in questi casi, tuttavia, lo smascheramento non è così automatico o scontato</strong>: le variabili che possono portare una persona ad apportare modifiche al proprio stile comunicativo possono essere moltissime: stato di salute, stato emotivo, tempo disponibile, contenuto del messaggio, contesto in cui si svolge la comunicazione, ecc.</p>
<p>Di fatto un aspetto interessante evidenziato dalla ricerca è che sembra esistere un vero e proprio <strong>“sesto senso” della menzogna</strong>, per cui <strong>chi è bravo a raccontare frottole è anche maggiormente capace di smascherarle</strong>. La spiegazione fornita a questo riscontro è che persone molto competenti sul piano comunicativo, capaci quindi di gestire e manipolare in modo più efficace i diversi livelli comunicativi (verbale, non verbale, mimico, ecc.) siano anche più capaci di accorgersi di incongruenze nelle comunicazioni altrui, svelando la bugia.</p>
<p>Come dire che il modo migliore per imparare a scoprire le bugie è quello di iniziare a raccontarle&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologogallarate.com/smascherare-le-menzogne/">La mente che mente. Smascherare le menzogne</a> proviene da <a href="https://www.psicologogallarate.com">dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.psicologogallarate.com/smascherare-le-menzogne/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
