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	<title>terapia della famiglia Archivi - dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</title>
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	<description>Carlo Boracchi, psicologo e psicoterapeuta,</description>
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		<title>SOS Suoceri: difficili equilibri familiari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cboracchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2016 13:31:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[3 - Psicologia e vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[conflitti familiari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il rapporto tra una coppia e le rispettive famiglie d&#8217;origine è da sempre un tema caldo, sul quale si concentrano rituali e tradizioni, leggende e barzellette.<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologogallarate.com/sos-suocera-suoceri/">SOS Suoceri: difficili equilibri familiari</a> proviene da <a href="https://www.psicologogallarate.com">dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il rapporto tra una coppia e le rispettive famiglie d&#8217;origine è da sempre un tema caldo, sul quale si concentrano rituali e tradizioni, leggende e barzellette.</p>
<p>Il problema della <strong>ridefinizione dei confini tra il nuovo nucleo composto da due partner e le loro famiglie</strong> è talmente comune e universale da essere un classico di commedie vecchie e nuove, vignette e film: chi ha apprezzato, tanto per citare uno dei titoli più famosi a riguardo, “Ti presento i miei”, sa di cosa sto parlando. Parlare di suocera e nuora (o suocera e genero&#8230;) significa nell&#8217;immaginario comune parlare di cane e gatto e, sebbene nella realtà dei fatti la situazione non sia ovviamente sempre così, è pur vero che <strong>anche nelle situazioni più riuscite qualche aggiustamento reciproco è sempre da mettere in conto</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="alignright" src="http://raccontidicasa.it/wp-content/uploads/2013/04/suocera-invadente-190x190.jpg" alt="suocera" width="190" height="190" />Moltissimi i libri (o siti) della cosiddetta “psicologia pret a porter” (cioè quei manualetti della serie “come vivere felici e risolvere tutti i problemi in 10 regole”) esibiscono leggi universali per risolvere la questione (“la coppia deve difendere e tutelare i propri spazi vitali”, “intrusioni da parte delle famiglie estese sulla vita matrimoniale finiscono per minare alla radice la stabilità della coppia”, ecc.) che generalmente ottengono il solo effetto di aumentare la frustrazione di chi cerca invano di realizzarle. <strong>La situazione è sempre più complessa di quella considerata generalmente in questi pamphlet e tra volere qualcosa e riuscire ad attuarlo intercorrono sempre una serie di fattori.</strong></p>
<p>La situazione attuale, infatti, non può prescindere da alcuni essenziali dati di fatto: difficoltà economiche, esigenze familiari, problemi di salute sono solo alcune delle ragioni che rendono impossibile per una coppia (o uno dei due coniugi) porre i limiti e le barriere illustrate come essenziali, se non a costi enormi dal punto di vista pratico o emotivo.</p>
<p>L&#8217;esempio più classico può essere quello di un figlio che nel momento in cui inizia ad avviare una vita di autonoma con una propria famiglia si trova a dover fronteggiare la malattia di un genitore, o a necessitare aiuto nell&#8217;accudimento di un bambino: situazioni cioè che legittimamente richiamano l&#8217;attenzione verso il proprio nucleo e la necessità di un osmosi con esso.</p>
<p><strong>Il problema del rapporto “tra suocera e nuora” non è mai un problema a due, ma coinvolge sempre almeno un terzo, cioè il partner/figlio</strong>, che si trova al centro della questione con la responsabilità e necessità di gestire il territorio di confine tra i due nuclei a cui appartiene (ovviamente il medesimo discorso vale al variare del sesso dei soggetti: suocera e genero, suocero e nuora, suocero e genero).</p>
<p>In questo ambito più che mai le modalità che permettono di costruire un equilibrio stabile ed efficace variano da un caso all&#8217;altro, a seconda delle prassi proprie delle due famiglie d&#8217;origine e di quella costruita dalla nuova coppia.</p>
<p>Ogni arrangiamento offre vantaggi e svantaggi: autonomia e indipendenza da una parte, sostegno e aiuto dall&#8217;altra possono però tradursi anche in una faticosa solitudine o in un&#8217;intrusività fastidiosa che possono rappresentare un serio ostacolo alla serenità di coppia.</p>
<p><strong>Quali aspetti privilegiare e quali mettere in secondo piano diventa determinante nella scelta della coppia</strong>, finendo al centro di discussioni e liti nel momento in cui le visioni divergono e non si giunge ad un accordo condiviso.</p>
<p>Riuscire a cogliere i reali significati in gioco dietro diventa determinante per comprendere possibilità e vincoli, richieste possibili ed impossibili per arrivare a costruire un nuovo equilibrio sostenibile per tutti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologogallarate.com/sos-suocera-suoceri/">SOS Suoceri: difficili equilibri familiari</a> proviene da <a href="https://www.psicologogallarate.com">dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</a>.</p>
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		<title>Aiuto dottore, mio figlio non mi parla più!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cboracchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Sep 2017 09:12:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[4 - Altro]]></category>
		<category><![CDATA[aiutare figli]]></category>
		<category><![CDATA[come relazionarsi con figli adolescenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi parliamo del rapporto tra genitori e figli, in particolare di quando un figlio sembra sottrarsi ad un genitore con cui fino a poco prima c&#8217;era<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologogallarate.com/mio-figlio-non-mi-parla/">Aiuto dottore, mio figlio non mi parla più!</a> proviene da <a href="https://www.psicologogallarate.com">dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Oggi parliamo del <strong>rapporto tra genitori e figli</strong>, in particolare di<strong> quando un figlio sembra sottrarsi ad un genitore con cui fino a poco prima c&#8217;era confidenza, e sembra non volerci più parlare</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Non mi riferisco a situazioni di litigio tra loro, o a <a href="http://www.psicologogallarate.com/alienazione-parentale/">crisi seguenti a separazioni o simili</a>, ma proprio a quei casi in cui, senza una ragione apparente, un figlio non parla più in casa con uno o entrambi i genitori.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sono rari i casi di madri e padri che chiedono aiuto per i “silenzi a tavola”, gli sguardi sfuggenti, la sensazione che stia succedendo qualcosa per cui il figlio (o la figlia) sembra sfuggirgli.</p>
<p style="text-align: justify;">La questione diventa spesso fonte di grande angoscia e turbamento per due tipi di pensieri che iniziano ad aleggiare in testa <strong>“avrà qualcosa da nascondere”</strong> e <strong>“sarò arrabbiato per qualcosa che ho fatto&#8230; ma dove ho sbagliato?”</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessun genitore, ovviamente, può accettare l&#8217;idea di non essere un buon genitore, qualsiasi cosa ciò significhi nella sua testa.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Esiste un&#8217;idea molto diffusa per cui “il buon genitore è il primo confidente del figlio”, che in questi casi diventa allarmante, ma&#8230; è davvero così?</h3>
<p style="text-align: justify;">Decisamente no! E per capire il perché può essere sufficiente rovesciare le parti, ricordando quando “noi genitori” calzavamo la parte dei figli: avremmo visto di buon grado il fatto di parlare sempre di una cosa prima con i nostri genitori? Erano sempre loro i migliori interlocutori che avremmo desiderato?</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, qualcuno può aver avuto il desiderio di una maggiore vicinanza con un padre o una madre sfuggente, ma certamente per moltissime questioni il confronto con dei pari o l&#8217;autonomia decisionale diventava l&#8217;opzione preferita.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Il binomio autonomia-dipendenza non è necessariamente un bisogno relegato alla sola adolescenza, sebbene questa tematica diventi certamente più fondamentale con la crescita di un figlio.</h3>
<p style="text-align: justify;">In termini assoluti si può anzi dire che <strong>la progressiva costruzione di una distanza tra familiari di generazioni diverse sia una necessità</strong>: prima o poi il giovane dovrà fare a meno del più vecchio e, per quanto questo passaggio possa essere desiderato più lontano possibile, la sua preparazione progressiva è certamente il modo migliore per affrontarlo.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Ma come posso regolarmi se mio figlio non mi parla? Cosa è bene che faccia?</h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ciò che è importante mantenere è la “certezza di presenza ma impossibilità di sostituzione”</strong>: cioè che l&#8217;altro sappia che noi, in caso di necessità, ci siamo ma che la nostra presenza non sostituirà mai il ruolo che lui è bene che abbia nella sua vita e nelle sue scelte.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo naturalmente, quando si parla di figli minorenni, può e deve accompagnarsi anche ad un controllo più diretto</strong> (es. controllare i contatti del figlio e i suoi social network, monitorare le spese effettuate, verificare le presenze a scuola, ecc.), modalità che nelle età successive diventa accettabile solo in caso di sospetto pericolo per l&#8217;incolumità dell&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify;">La definizione di questo spazio privato del figlio può essere negoziata, e diventare occasione di confronto: esplicitare cosa vogliamo/dobbiamo sapere e in che modo concordiamo di comunicarci le cose rappresenta un&#8217;ottima occasione di evoluzione della relazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Non possiamo dimenticare che <strong>riconoscere all&#8217;altro degli spazi “lontani dai nostri occhi” esprime una grande attestazione di fiducia e stima nell&#8217;altro e nel rapporto costruito</strong>: solo un secondino (o un custode&#8230;) ha bisogno di assicurarsi sempre che il prigioniero (o il custodito) non tenti di scappare.</p>
<p style="text-align: justify;">In tutti gli altri casi il rapporto non può funzionare così, ma basandosi su una reciproca fiducia: discorso valido tra genitori e figli, tra partner, colleghi o qualsiasi tipo di rapporto autentico della nostra vita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologogallarate.com/mio-figlio-non-mi-parla/">Aiuto dottore, mio figlio non mi parla più!</a> proviene da <a href="https://www.psicologogallarate.com">dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</a>.</p>
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