<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>autoefficacia Archivi - dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</title>
	<atom:link href="https://www.psicologogallarate.com/tag/autoefficacia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.psicologogallarate.com/tag/autoefficacia/</link>
	<description>Carlo Boracchi, psicologo e psicoterapeuta,</description>
	<lastBuildDate>Thu, 22 Aug 2024 08:08:37 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>I buoni propositi (non) muoiono all&#8217;alba</title>
		<link>https://www.psicologogallarate.com/i-buoni-propositi-non-muoiono-allalba/</link>
					<comments>https://www.psicologogallarate.com/i-buoni-propositi-non-muoiono-allalba/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[cboracchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jan 2015 15:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[3 - Psicologia e vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[autoefficacia]]></category>
		<category><![CDATA[efficacia personale]]></category>
		<category><![CDATA[processi psicologici automatici]]></category>
		<category><![CDATA[trappole psicologiche]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.psicologogallarate.com/?p=209</guid>

					<description><![CDATA[<p>Capodanno, si sa, è la festa dei buoni propositi: moltissimi infatti, stappando la bottiglia allo scoccare della mezzanotte decidono che questo sarà l&#8217;anno del cambiamento che<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologogallarate.com/i-buoni-propositi-non-muoiono-allalba/">I buoni propositi (non) muoiono all&#8217;alba</a> proviene da <a href="https://www.psicologogallarate.com">dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Capodanno, si sa, è la festa dei buoni propositi: moltissimi infatti, stappando la bottiglia allo scoccare della mezzanotte decidono che questo sarà l&#8217;anno del cambiamento che tanto desiderano, rispetto ad abitudini consolidate e che, per vari motivi, vorrebbero perdere.</p>
<p align="JUSTIFY">Chi si ripromette di smettere di fumare, chi di portare a termine una dieta, chi di andare a correre almeno due volte a settimana, chi di spendere meno in shopping, ecc.</p>
<p align="JUSTIFY">Eppure, più che mai il detto risulta azzeccato, molto spesso “i buoni propositi nascono all&#8217;alba e muoiono all&#8217;aurora”.</p>
<p align="JUSTIFY">Che cosa fa sì che <b>spesso le nostre buone intenzioni si infrangano in pochi giorni</b>, al massimo poche settimane? Se è vero che il raggiungimento di questo obiettivo è qualcosa che desideriamo, che sappiamo farci bene, che vorremmo davvero avere, <b>perché non riusciamo a portarlo a termine?</b></p>
<p align="JUSTIFY">Mutuo da alcuni testi del noto psicoterapeuta Giorgio Nardone <b>5 “trappole mentali”</b> che spesso determinano il <b>fallimento degli impegni</b> che ci prefiggiamo di perseguire.</p>
<p align="JUSTIFY">Prestarci attenzione può aiutare a non far crollare il vostro castello di buoni propositi.</p>
<ol>
<li>
<p align="JUSTIFY"><b>più è vietato, più lo desidero</b>: diceva Bertoldo che il modo migliore per far fare qualcosa a qualcuno è vietarglielo. È esperienza comune il cosiddetto “fascino del proibito”, per cui quanto più un divieto diventa stringente, tanto più forte è la tentazione di violarlo.</p>
<p align="JUSTIFY">Questo fa sì che molti impegni di rinuncia finiscano per rendere ancora maggiore il desiderio per il “frutto proibito”, rendendo ancora più difficile resistergli;</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><b>il successo apparente</b>: dice il detto che i buoni propositi nascano all&#8217;alba e muoiano all&#8217;aurora, ma le cose non stanno sempre così: se l&#8217;obiettivo che ci si pone è profondamente desiderato, si riesce a tenere duro fino ad ottenere i primi risultati significativi, anche a costo di sforzi considerevoli. A questo punto, però, possono subentrare diverse trappole: sentire che il problema è ormai alle spalle, dirsi che “a questo punto posso anche concedermi una piccola concessione-premio per i miei sforzi”, o semplicemente iniziare a sentire l&#8217;impegno come meno desiderato. Questo fa sì che i risultati ottenuti vengano poi rapidamente persi, facendo abbandonare ogni proposito virtuoso.</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><b>Esaurimento forze e ribellione</b>: correlato con il precedente, del quale può essere anche una variante più estrema, questa trappola potrebbe essere definita come quella “dell&#8217;azione e reazione della motivazione”. Ci si impegna allo stremo delle forze in un obiettivo importante, resistendo anche alle prime tentazioni di cedimento, fino a rendersi conto che quella che pensavamo essere una fatica a tempo determinato, diventa invece una corsa infinita. A quel punto, esausti e frustrati, “scoppiamo e rimbalziamo sul versante opposto” e, per dirla con Oscar Wilde, per liberarci di una tentazione ci abbandoniamo totalmente ad essa, perdendo in rapido tempo tutti i benefici ottenuti.</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><b>i costi imprevisti del sacrificio</b>: se si ha un “vizio”, uno sfizio, o un&#8217;abitudine insana ma a cui si è affezionati, è perché, in fondo, una parte di questo piace, appaga. La perdita di questo sfizio, soprattutto nelle prime fasi del proposito, quelle generalmente più intransigenti, fa sì che assieme a ciò che vorremmo togliere eliminiamo anche il “correlato piacevole”. Questo non solo abbassa la soddisfazione per i risultati ottenuti, e quindi la motivazione, ma potrebbe renderci anche meno popolari agli occhi di chi, magari, condivideva con noi quel lato piacevole dell&#8217;esperienza, aspetto non irrilevante quando questo è qualcuno che non vogliamo perdere.</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><b>L&#8217;escalation del fare e disfare</b>: ho tenuto questa trappola per ultima perché talvolta, più che un meccanismo a sé stante, rappresenta un tentativo di riparazione al fallimento di un percorso per l&#8217;insorgere di uno dei meccanismi precedenti. È frequente l&#8217;idea che, in seguito ad una caduta non sia sufficiente riprendere il percorso precedente come prima, ma “darci una piccola multa” per dissuaderci dal cadere un&#8217;altra volta. Questo però avrà come conseguenza inevitabile il fatto di trovarci di fronte ad un ostacolo ancora più impegnativo del precedente, dietro al quale possono esserci due esiti infausti: il fallimento o&#8230; il successo.</p>
<p align="JUSTIFY">Cosa rende infausto il successo? Il fatto che, essendo ottenuto con sforzo eccezionale può farci venire maggior voglia di ricompensarci in qualche modo&#8230; magari una delle piccole deroghe del secondo meccanismo presentato.</p>
</li>
</ol>
<p align="JUSTIFY">Se ti sembra di riconoscere in alcuni di questi meccanismi dei trabocchetti mentali nei quali ti è capitato di cadere, nell&#8217;<a title="5 gradini (+1) per scoprirsi più efficaci" href="http://www.psicologogallarate.com/5-gradini-1-per-scoprirsi-piu-efficaci/">articolo seguente puoi trovare <strong>5</strong><b> suggerimenti</b> <strong>(+1)</strong> </a>da tenere a mente per provare a superare le trappole e riuscire a rimanere in linea con il tuo obiettivo, migliorando la tua efficacia personale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologogallarate.com/i-buoni-propositi-non-muoiono-allalba/">I buoni propositi (non) muoiono all&#8217;alba</a> proviene da <a href="https://www.psicologogallarate.com">dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.psicologogallarate.com/i-buoni-propositi-non-muoiono-allalba/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>5 gradini (+1) per scoprirsi più efficaci</title>
		<link>https://www.psicologogallarate.com/5-gradini-1-per-scoprirsi-piu-efficaci/</link>
					<comments>https://www.psicologogallarate.com/5-gradini-1-per-scoprirsi-piu-efficaci/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[cboracchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jan 2015 21:27:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[3 - Psicologia e vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[assertività]]></category>
		<category><![CDATA[autoefficacia]]></category>
		<category><![CDATA[essere autori del proprio destino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.psicologogallarate.com/?p=214</guid>

					<description><![CDATA[<p>In un mio precedente articolo ho presentato 5 trabocchetti che talvolta minano la nostra capacità di portare a termine gli obiettivi che ci poniamo. Essere consapevoli<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologogallarate.com/5-gradini-1-per-scoprirsi-piu-efficaci/">5 gradini (+1) per scoprirsi più efficaci</a> proviene da <a href="https://www.psicologogallarate.com">dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">In <a title="I buoni propositi (non) muoiono all’alba" href="http://www.psicologogallarate.com/i-buoni-propositi-non-muoiono-allalba/">un mio precedente articolo</a> ho presentato 5 trabocchetti che talvolta minano la nostra capacità di portare a termine gli obiettivi che ci poniamo.</p>
<p align="JUSTIFY">Essere consapevoli dei meccanismi che ci mettono i bastoni tra le ruote spesso però non è sufficiente per riuscire a esserne immuni e <strong>continuare a credere in se stessi</strong>: per riuscire a farlo può essere utile <b>tenere a mente 5 punti (più uno)</b> che aiutano a <b>mettere a fuoco ciò che ci occorre</b> per riuscire a perseguire i nostri obiettivi ed <b>evitare che frustrazione e demotivazione abbiano la meglio</b> sulla nostra volontà.</p>
<ol>
<li>
<p align="JUSTIFY"><b>per chi lo sto facendo? È un obiettivo mio o me lo chiede qualcun altro?</b></p>
</li>
</ol>
<p align="JUSTIFY">Non è infrequente che persone che ci sono vicine, o delle quali desideriamo la vicinanza e la stima (o l&#8217;affetto) ci facciano direttamente o indirettamente delle richieste di cambiamento alle quali desideriamo rispondere. Di per sé impegnarsi per rispondere ad una richiesta fattaci da qualcuno a cui teniamo può essere un obiettivo encomiabile, ad una sola condizione: che il cambiamento che ci viene chiesto sia qualcosa che sentiamo nostro, o compatibile con l&#8217;immagine di noi che vogliamo avere.</p>
<p align="JUSTIFY">Senza questa premessa finiremo inevitabilmente per vivere con frustrazione la relazione che ci ha costretto a qualcosa che personalmente non avremmo voluto fare, compromettendo la relazione che avremmo voluto migliorare con il nostro sacrificio.</p>
<ol start="2">
<li>
<p align="JUSTIFY"><b>passi concreti e realizzabili: </b></p>
<p align="JUSTIFY">chi non ricorda Forrest Gump e la sua mitica corsa coast-to-coast? Pensate che sarebbe riuscito nell&#8217;impresa se fosse partito con l&#8217;idea di attraversare per 2 volte l&#8217;intero territorio degli Stati Uniti? Certo, una volta arrivato alla fine della via, ha potuto chiedersi fino alla fine della città, per passare poi alla contea, e poi dello stato dell&#8217;Alabama, e poi fino all&#8217;oceano&#8230;</p>
<p align="JUSTIFY">Fuori dall&#8217;esempio: se si vogliono raggiungere obiettivi significativi l&#8217;individuazione di micro-obiettivi progressivi, che ci permettano di avvicinarci per gradi, con cambiamenti concreti, commisurati con il nostro attuale livello e verificabili, permette sia di iniziare a vedere dei risultati piccoli ma incoraggianti, che di verificare se si stia procedendo nella direzione corretta, ed eventualmente correggerla.</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><b>considerare gli ostacoli con ottimismo: </b></p>
<p align="JUSTIFY">questo punto in realtà ne contiene due: la necessità di considerare gli ostacoli che inevitabilmente ogni obiettivo porta con sé, e mantenere un atteggiamento fiducioso.</p>
<p align="JUSTIFY"><a title="Il naso della maestra" href="http://www.psicologogallarate.com/il-naso-della-maestra/">Altrove ho già parlato della “profezia che si auto-avvera”</a>, per cui non mi soffermerò oltre sul valore di un atteggiamento positivo e capace di fare il tifo per noi. Naturalmente questo stile non può prescindere dalla consapevolezza delle difficoltà che andremo ad incontrare e dalla necessità di trovare il modo per affrontarle, partendo dalle risorse che abbiamo, considerando come risorse, eventualmente, anche le relazioni che abbiamo e ciò che queste possono mettere a nostra disposizione (senza per questo, ovviamente, scaricare ad altri il nostro obiettivo).</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><b>Darsi un tempo per vedere come vanno le cose:</b></p>
<p align="JUSTIFY">molto spesso a spaventare chi vuole iniziare un percorso di cambiamento è l&#8217;idea che dovrà essere in grado di mantenere questi cambiamenti da lì in avanti “per sempre”. Paradossalmente questo può trasformare il cambiamento desiderato in una condizione della quale ci si sente schiavi prima ancora di averla realizzata!</p>
<p align="JUSTIFY">Per questo motivo può essere utile, almeno in fase iniziale, darsi un tempo non breve ma neanche lunghissimo per sentire che l&#8217;impegno che mettiamo nel nostro obiettivo è qualcosa maggiormente sotto il nostro controllo, non una sfida infinita.</p>
<p align="JUSTIFY">Tanto per fare un esempio, può essere più semplice iniziare a dirsi se si riesce a stare senza sigarette (o solo con un numero ridotto) per alcuni giorni, piuttosto che imporselo a tempo indeterminato.</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><b>concedersi errori e cadute: </b></p>
<p align="JUSTIFY">uno degli aspetti che bloccano maggiormente le persone dal mettersi alla prova è la paura di sbagliare, di commettere errori o incappare in fallimenti nel timore delle conseguenze che questi avranno sull&#8217;immagine di noi stessi o sul giudizio negativo che gli altri avranno nei nostri confronti. Ogni errore, tuttavia, porta con sé elementi preziosi che possono aiutarci ad avvicinarci un po&#8217; di più al nostro obiettivo. Se riusciamo a vedere in un errore non un gradino più in alto nella classifica dei falliti, ma un passo più avanti nella strada che ci porta al nostro obiettivo, le cose cambiano. Osservare e comprendere i nostri errori ci offre la possibilità di scoprire dei nostri punti deboli prima ignorati o sottovalutati, e che ora invece possiamo provare a superare.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>+1)</strong> Aggiungo questa “strategia” a parte perché, a differenza delle precedenti, non riguarda la progettazione del cambiamento, quanto piuttosto l&#8217;accompagnamento ed il sostegno di chi si impegna per realizzarlo.</p>
<p align="JUSTIFY">Nessun cambiamento significativo è mai stato realizzato in un batter di ciglio, né senza sforzi e costanza. Talvolta, soprattutto quando anche i primi risultati chiedono molta pazienza o risultano poco convincenti, può essere necessario sostenere la nostra motivazione gratificando i nostri sforzi, compensando il piacere tolto su un versante, accrescendolo su un altro più fattibile o compatibile con il risultato che vogliamo attendere.</p>
<p align="JUSTIFY">Smettere di fumare un pacchetto di sigarette al giorno, tanto per fare un esempio, è certamente un compito impegnativo per chi sia radicato da anni in questa abitudine, né sostituire le sigarette col cioccolato (o altro cibo) può essere una grande idea (se non per un giorno o due).</p>
<p align="JUSTIFY">Pensare però di provare a sostituire il pacchetto fumato distrattamente con sole due sigarette fumate con tutta calma, assaporandone ogni boccata, scegliendo il luogo, il momento, la compagnia per poterlo fare, fa sì che il piacere guadagnato su un versante compensi gli sforzi compiuti sull&#8217;altro.</p>
<p align="JUSTIFY">Mi piace chiamare questa strategia: <b>Il piacere non si crea e non si distrugge, si trasforma.</b></p>
</li>
</ol>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologogallarate.com/5-gradini-1-per-scoprirsi-piu-efficaci/">5 gradini (+1) per scoprirsi più efficaci</a> proviene da <a href="https://www.psicologogallarate.com">dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.psicologogallarate.com/5-gradini-1-per-scoprirsi-piu-efficaci/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il circo della farfalla</title>
		<link>https://www.psicologogallarate.com/il-circo-della-farfalla/</link>
					<comments>https://www.psicologogallarate.com/il-circo-della-farfalla/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[cboracchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2015 22:36:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[1 - Psicologia e arte]]></category>
		<category><![CDATA[autoefficacia]]></category>
		<category><![CDATA[efficacia personale]]></category>
		<category><![CDATA[film psicologici]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia dell'handicap]]></category>
		<category><![CDATA[risorse personali]]></category>
		<category><![CDATA[superare i propri limiti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.psicologogallarate.com/?p=317</guid>

					<description><![CDATA[<p>Raramente capita di incontrare storie intense e potenti come quella narrata in un cortometraggio che avuto modo di scoprire solo di recente, che sta ricevendo molte<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologogallarate.com/il-circo-della-farfalla/">Il circo della farfalla</a> proviene da <a href="https://www.psicologogallarate.com">dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" alignleft" src="https://encrypted-tbn2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcR8dVFKOpGUplHrEufl4gv0CpIlr-qrGtEUkR4DmHgeqIXiQSNAiQ" alt="Circo della farfalla" width="298" height="169" />Raramente capita di incontrare storie intense e potenti come quella narrata in un cortometraggio che avuto modo di scoprire solo di recente, che sta ricevendo molte conferme dal pubblico di internet, chiamato “il circo della farfalla”.</p>
<p align="JUSTIFY">La storia si svolge all&#8217;inizio del XX secolo, ed è ambientata nel modo circense e dei side-show, quel mondo triste e ghettizzato dei cosiddetti “fenomeni da baraccone”, un mondo del quale aveva già parlato un altro film estremamente toccante: Elephant Man, dal quale tuttavia questo cortometraggio prende le distanze in modo molto evidente.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/jjOmiLerT7o?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p align="JUSTIFY">Il film contiene al suo interno un messaggio tanto chiaro, potente e pregnante da non necessitare molte parole per un commento che rischierebbe solo di banalizzare e ridurre il valore che le immagini riescono a trasmettere con tanta efficacia e poesia.</p>
<p align="JUSTIFY">Credo tuttavia che ancora più significativa sia la storia dell&#8217;attore protagonista del film, il serbo-australiano Nick Vujicic, che in diversi video racconta la sua vicenda esistenziale ed il modo in cui è riuscito a trasformare in modo sorprendente uno degli handicap più invalidanti e limitanti in splendido esempio di vita e forza di volontà.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/mzeeDjFanCU?rel=0" width="420" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p align="JUSTIFY">Dei tanti messaggi che questo film veicola, ce n&#8217;è uno in particolare che mi sembra pregnante per chi è alla ricerca di un cambiamento di aspetti insoddisfacenti o dolorosi della propria vita, ed è il messaggio che emerge dal confronto tra il “tipo di spettacolo” offerto dai due diversi circhi del film.</p>
<p align="JUSTIFY">Il primo circo costruito sul dolore e l&#8217;orrore, sul limite e sulla mancanza, con uno sguardo che non può che portare alla resa, perchè fermo a contemplare ciò che non c&#8217;è, ciò che manca.</p>
<p align="JUSTIFY">Il secondo circo, invece, offre lo spettacolo dell&#8217;unicità individuale, dell&#8217;irripetibile occasione nascosta dentro ciascuno di realizzare se stessi, anche attraverso le proprie difficoltà, con la consapevolezza che “più grande è la lotta, più glorioso è il trionfo”. È di fronte a questa scommessa impegnativa che si generano l&#8217;entusiasmo, la capacità di scoprire e sorprendere, la speranza e la forza di cambiare. La bellezza.</p>
<p align="JUSTIFY">Parole che potrebbero suonare come retorica, se non fossero realizzate nello splendido volo finale nel circo della farfalla.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologogallarate.com/il-circo-della-farfalla/">Il circo della farfalla</a> proviene da <a href="https://www.psicologogallarate.com">dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.psicologogallarate.com/il-circo-della-farfalla/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
