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	<title>sessuologia Archivi - dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</title>
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	<description>Carlo Boracchi, psicologo e psicoterapeuta,</description>
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		<title>Famolo strano &#8211; vita di coppia e trasgressione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cboracchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2015 12:05:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2 - Psicologia e psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[coppia moderna]]></category>
		<category><![CDATA[problemi di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[problemi sessuali]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia della trasgressione]]></category>
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		<category><![CDATA[terapia di coppia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vita di coppia e trasgressione possono andare d&#8217;accordo o si tratta di un incontro impossibile? Ha forse fatto meno rumore della rivoluzione sessuale degli anni &#8217;60,<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Vita di coppia e trasgressione possono andare d&#8217;accordo o si tratta di un incontro impossibile?</h2>
<p style="text-align: justify;">Ha forse fatto meno rumore della rivoluzione sessuale degli anni &#8217;60, ma <strong>il cambiamento avvenuto negli ultimi anni nelle abitudini sessuali di milioni di persone anche grazie ad internet ha dato avvio a nuove modalità di vivere e concepire il sesso all&#8217;interno della vita personale e di coppia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;aumentata accessibilità di contenuti, contatti, gruppi, community dai gusti e tendenze più diverse ha fatto sì che <strong>molte prassi che fino a poco tempo fa erano ritenute limitate ad “una minoranza di soggetti bizzarri”, oggi siano seguite e praticate da molte più persone,</strong> che le percepiscono come una loro legittima peculiarità nel modo di vivere il sesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Che si condivida o meno questo approccio, non può non essere riconosciuta come un segno dei tempi la considerazione che un cliente mi riportava: “ho fallito un matrimonio e una convivenza prima di capire di essere scambista, adesso sento di aver raggiunto un equilibrio stabile&#8230; anche di coppia” (un equilibrio quantomeno allargato, viene da dire).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tuttavia, malgrado le dichiarazioni dei singoli generalmente comunichino soddisfazione ed appagamento per la nuova consapevolezza sessuale raggiunta, quando i discorsi si spostano sulla coppia, quando cioè questi stessi singoli incontrano una persona con cui desiderano stabilizzare il legame, non sempre l&#8217;appagamento trovato regge alla nuova situazione</strong>, generando nuove situazioni critiche e di scontro, profilando scenari inediti fino a poco tempo fa, proprio per il mutato atteggiamento sociale rispetto a determinate prassi o condotte sessuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto in parole povere, se fino a pochi anni fa una persona che fosse solita ricorrere a pratiche sadomasochiste (tanto per fare un esempio), poteva praticamente solo cercare un partner tra coloro che già frequentavano circoli e club di questo tipo, pena l&#8217;essere tacciato come “un depravato che doveva andare a farsi curare”, lo scenario attuale contempla molte più possibilità, tanto da richiedere alla coppia modalità più articolate e complesse di negoziazione della vita intima.</p>
<p style="text-align: justify;">Tale <strong>passaggio può risultare tutt&#8217;altro che semplice e privo di problemi</strong>, poiché va a toccare una dimensione molto intima della persona, nella quale lo scarto tra ciò che si pensa e ciò che si prova  può essere molto ampio. Ciò significa che la questione non può essere risolta solo dicendo “facciamo come vuoi tu o come voglio io”, <strong>ma diventa necessario mettere in comune le reciproche visioni, alla ricerca di una nuova strada condivisa dalla coppia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo percorso, nell&#8217;esperienza di sempre più coppie, non si concretizza solo nelle prime fasi di costruzione del legame, ma prosegue anche dopo, soprattutto quando la relazione evolve verso una stabilità ed una progettualità più solida: con questo non mi riferisco necessariamente ad una progettualità familiare, dove ovviamente il discorso diventa più complesso, ma anche semplicemente per due partner che ufficializzano in qualche modo il loro legame.</p>
<p style="text-align: justify;">Se nelle prime fasi del rapporto il problema relativo a questo ambito riguarda infatti principalmente la messa in comune delle <strong>reciproche “particolarità sessuali”</strong>, con livelli più o meno ampi di condivisione in base al reciproco investimento dei partner, nelle fasi seguenti la questione della condivisione diventa sempre più centrale: cosa l&#8217;altro è disposto ad accettare? Cosa a condividere? A quale prezzo? Cosa viene invece sancito come inaccettabile, non condivisibile?</p>
<p style="text-align: justify;">Imbarazzi e reticenze nell&#8217;esplicitare le reciproche richieste diventano generatori di pericolosi non detti ed equilibri instabili che difficilmente si accomoderanno con il tempo, perché un partner partirà dal presupposto che sta sopportando sempre di più qualcosa che non gli sta bene (e che perciò è in credito con l&#8217;altro), mentre il secondo non avrà alcuna percezione di questa disparità di vissuti.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<strong>esito di una mancata chiarezza in questo ambito genera frequentemente l&#8217;idea di aver subito una situazione nella quale ci si è sentiti usati</strong>, mentre l&#8217;altro percepisce di aver dato la possibilità al partner di vivere un&#8217;esperienza diversa, importante, intima, che, se condivisa, poteva magari perfino rafforzare la coppia: “mi sembrava che in quello che facevamo fossimo d&#8217;accordo, anzi che fossero proprio quelli i momenti nei quali eravamo più noi stessi”, era la risposta di un partner all&#8217;altro che gli rivelava il modo in cui aveva vissuto per quasi un anno le sue richieste sessuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Certamente a queste coppie è necessario uno <strong>sforzo reciproco per riuscire a trovare un nuovo equilibrio ed una nuova modalità di condivisione della propria intimità</strong>: un impegno nell&#8217;ascolto reciproco, ma anche nell&#8217;espressione chiara di quelli che sono i propri vissuti, bisogni e richieste, evitando ricatti espliciti o impliciti che rischierebbero soltanto di attivare un pericoloso effetto boomerang sulla coppia stessa, per cui una scelta non viene fatta perché condivisa, ma sull&#8217;onda di un&#8217;emozione o un ricatto morale.</p>
<p style="text-align: justify;">È vero che questa sfida e questo impegno è quello alla base di ogni esperienza di coppia: trovare una nuova modalità di vivere gli aspetti salienti della propria vita secondo modalità condivise.</p>
<p style="text-align: justify;">La difficoltà specifica legata a questo ambito può essere legata all&#8217;intimità della tematica ed alla facile comparsa sulla scena di giudizi vissuti come più taglienti, pericolosi (quelli più frequenti: “è un/una bacchettone/a – è un/una pervertito/a”).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il percorso che la coppia è chiamata a fare (eventualmente in un contesto terapeutico) passa dalla comprensione del significato che per ciascuno hanno le richieste proprie e dell&#8217;altro, per poter costruire assieme uno spazio intimo sicuro, appagante e condiviso.</strong></p>
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		<title>Identità sessuali: viaggio nella costruzione di sé</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cboracchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 May 2016 08:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[3 - Psicologia e vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[gender]]></category>
		<category><![CDATA[identità di genere]]></category>
		<category><![CDATA[identità sessuale]]></category>
		<category><![CDATA[omosessualità]]></category>
		<category><![CDATA[problemi di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[sessualità]]></category>
		<category><![CDATA[sessuologia]]></category>
		<category><![CDATA[transessualismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da diverso tempo ormai sui media e nei social si sente parlare con insistenza gender, orientamento sessuale, identità sessuali, omosessualità, transessualità&#8230; I termini del discorso tuttavia<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da diverso tempo ormai sui media e nei social si sente parlare con insistenza <strong>gender, orientamento sessuale, identità sessuali, omosessualità, transessualità</strong>&#8230;</p>
<p align="JUSTIFY">I termini del discorso tuttavia molto spesso si caratterizzano per una tale confusione e improprietà di linguaggio da rasentare spesso la disinformazione: basti pensare che cercando su google la parola “gender”, una delle più ripetute nel discorso attuale, vengano trovati più facilmente contenuti che parlano della “teoria di gender” (qualunque cosa si intenda con questa espressione) che non di cosa effettivamente si tratti quando si parla di “gender” e non di “sesso”, ad esempio.</p>
<p align="JUSTIFY">In virtù di questo, anche alla luce di alcune richieste alle quali mi è capitato di dover rispondere sia in ambito clinico che nei contesti scolastici in cui lavoro, ho ritenuto opportuno provare a <strong>tratteggiare una panoramica dei termini del discorso, nella speranza di fare un po&#8217; di chiarezza su un tema molto importante,</strong> la cui banalizzazione o definizione impropria può generare non solo confusione ma anche difficoltà a chi magari vive un periodo o un percorso di definizione di sé rispetto a questa tematica.</p>
<p align="JUSTIFY">Diciamo subito che la ricerca nel campo psichiatrico e psicologico ha iniziato ad affrontare il tema dell&#8217;identità sessuale in modo più specifico ed approfondito a partire dagli anni &#8217;50: l&#8217;emancipazione femminile e la rivoluzione sociale iniziata in quegli anni hanno infatti posto in evidenza la necessità di rivedere ed ampliare i concetti usati fino a quel momento per parlare di identità sessuale.</p>
<p align="JUSTIFY">A partire da quegli anni è infatti emerso con sempre maggiore evidenza l&#8217;<strong>impossibilità di identificare sessualità “fisica” e “psicologica”, con la conseguente necessità di prendere in considerazione un ventaglio più ampio di componenti.</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Attualmente si ritiene che per operare una corretta definizione dell&#8217;identità sessuale personale sia necessario riferirsi ad almeno quattro elementi.</p>
<p align="JUSTIFY">Vediamoli nel dettaglio.</p>
<p align="JUSTIFY">La prima componente è il <strong>sesso</strong>: con questo ci si riferisce alla <strong>componente fisica e biologica della sessualità</strong>, che comprende genitali esterni ed interni, corredo cromosomico, componente ormonale.</p>
<p align="JUSTIFY">Tale componente assume ovviamente un&#8217;importanza fondamentale nel determinare il livello di partenza dello sviluppo personale. Anche coloro che vivono con disagio il proprio corpo ed il proprio sesso “originale”, arrivando a cambiarlo nel corso della vita, non possono che riferirsi a quello che ha significato per loro essere quello che sono (o che sono stati).</p>
<p align="JUSTIFY">È bene ricordare come tale componente non sia affatto “categoriale” come si vorrebbe far credere: studi anatomici e genetici hanno infatti messo in luce come la differenziazione sessuale individuale anche nei mammiferi più evoluti parta da una condizione ibrida che va poi definendosi nel corso dei primi mesi di sviluppo intrauterino: in pratica maschi e femmine inizialmente possiedono strutture proprie di entrambi i sessi, che vengono poi sviluppate o atrofizzate in base ad una serie di fattori, principalmente ormonali. Nei casi in cui questa differenziazione vada incontro a problemi, è possibile che si vengano a creare casi di compresenza di tratti somatici maschili e femminili (spesso associati a sterilità, ma non sempre), come ad esempio la ginecomastia: cioè la presenza del seno in soggetti di sesso maschile.</p>
<p align="JUSTIFY">La seconda componente è l&#8217;<strong>identità sessuale (o gender)</strong>: con questa espressione ci si riferisce all<strong>&#8216;auto-percezione del soggetto della propria sessualità</strong>, cioè come la persona percepisce se stessa in riferimento a questa dimensione. Oggi si è evidenziato come tale percezione non possa essere definita da categorie rigide, quanto piuttosto da un gradiente: cioè una dimensione che prevede una linea di continuità tra l&#8217;essere maschio e l&#8217;essere femmina, passando attraverso varie gradazioni e sfumature intermedie (senza per questo significare un orientamento sessuale corrispondente).</p>
<p align="JUSTIFY">Ciò significa che un uomo può sentire alcune parti di sé come femminili (o viceversa una donna può sentire alcune parti di sé come maschili) in un gradiente che va da zero al 100% di sé, senza che ciò significhi che sia omosessuale, ma semplicemente che ha una propria visione di sé in un determinato modo. È chiaro che tale dimensione appare quindi eminentemente intra-psichica e personale, e non si sovrappone al sesso “fisico” in senso stretto.</p>
<p align="JUSTIFY">La terza componente è il cosiddetto “<strong>ruolo di genere</strong>”. Questa dimensione si lega alla <strong>visione sociale della sessualità</strong>: in sostanza cosa ci si attende in un determinato contesto sociale da una persona di quel determinato sesso? Quali comportamenti sono socialmente identificati come caratteristici della figura femminile, piuttosto che di quella maschile?</p>
<p align="JUSTIFY">È evidente che <strong>tali visioni possano essere totalmente diverse in contesti storici e sociali diversi</strong>, fino ad arrivare a visione diametralmente opposte, con ovviamente la percezione da parte di ciascuno che la modalità in uso nel proprio contesto sociale fosse “la più ovvia” e quelle diverse da questa “le più bizzarre o sbagliate”. È altrettanto evidente che un soggetto posa scegliere di aderire in modo più o meno pedissequo o di prendere le distanze in modo più o meno marcato dagli standard sessuali del proprio contesto pur mantenendo una coincidenza tra sesso, identità di genere e orientamento sessuale, come ad esempio mostrato nel film “Billy Elliot”, in cui un bambino eterosessuale faticava ad essere accettato nel proprio contesto solo perché praticava la danza classica, attività generalmente identificata come femminile.</p>
<p align="JUSTIFY">Un esempio lampante nel mondo occidentale odierno è rappresentato ad esempio dalla rivoluzione del ruolo maschile all&#8217;interno della casa: se fino a venti, trenta anni fa poteva risultare alquanto strano che un uomo si dedicasse alla cura della casa o dei bambini, oggi la cosa non fa più alcun effetto, almeno nelle generazioni più giovani.</p>
<p align="JUSTIFY">L&#8217;ultima componente dell&#8217;identità sessuale è l&#8217;<strong>orientamento sessuale</strong>, cioè <strong>chi venga identificato dal soggetto come partner sessuale</strong>: maschi, femmine o entrambi.</p>
<p align="JUSTIFY">Stante quindi delle premesse così articolate, è chiaro che <strong>la visione dell&#8217;identità sessuale fatta propria dalla psicologia moderna non possa essere quella di un elemento dato alla nascita e immodificabile, quanto quella di un processo di definizione di sé complesso, che comprende elementi personali, relazionali e contestuali nella definizione di sé e della propria identità</strong>.</p>
<p align="JUSTIFY">In tale cornice oggi si è giunti a considerare quindi come problematiche non tanto le situazioni in cui vengano elaborate identità sessuali diverse dal sesso di partenza (anche perché, da quanto detto sopra, dovrebbe apparire evidente l&#8217;inevitabile specificità di ciascuno nel vivere e percepire la propria sessualità) quanto quelle situazioni in cui il soggetto viva con disagio la propria condizione in senso lato, sia essa omosessuale, eterosessuale, bisessuale o altro ancora.</p>
<p align="JUSTIFY">In sostanza <strong>ciò che conta non è tanto il punto di arrivo del percorso personale di una persona, quanto il fatto che questa senta di star bene con quello che è</strong>: alla luce di questo sono quindi chiare le ragioni per cui da ormai oltre trentanni l&#8217;omosessualità e il transessualismo non siano più considerati patologie mentali, così come la presa di posizione netta da parte degli ordini degli psicologi contro le cosiddette “terapie riparative dell&#8217;omosessualità”.</p>
<p align="JUSTIFY">Purtroppo ancora oggi disinformazione e pregiudizio giocano un ruolo determinante rispetto alla visione sociale di queste condizioni, condizionando in modo significativo la presa di coscienza ed autoaccettazione da parte delle persone che si riconoscono in un quadro identitario di questo tipo.</p>
<p align="JUSTIFY">La speranza è che, <strong>così come per altre forme di discriminazione gradualmente superate nel corso della storia, anche per questa il tempo faccia il suo corso, aiutando sempre più persone a capire che l&#8217;errore sta nell&#8217;occhio di chi guarda e non nella sostanza di chi vive, e permettere un&#8217;integrazione più autentica e reale</strong>.</p>
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		<title>La psicologia può predire l&#8217;affinità di coppia?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cboracchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 May 2018 10:34:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[3 - Psicologia e vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[sessuologia]]></category>
		<category><![CDATA[vita di coppia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una coppia di giovani innamorati si presenta recentemente nel mio studio con una richiesta molto particolare: vogliono essere aiutati a capire se tra loro le cose<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologogallarate.com/affinita-di-coppia/">La psicologia può predire l&#8217;affinità di coppia?</a> proviene da <a href="https://www.psicologogallarate.com">dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="JUSTIFY">Una coppia di giovani innamorati si presenta recentemente nel mio studio con una richiesta molto particolare: vogliono essere aiutati a capire se tra loro le cose possono funzionare.</h3>
<p align="JUSTIFY">“Dottore, ci aiuti a capire se siamo fatti l&#8217;uno per l&#8217;altra” è la richiesta che mi fanno.</p>
<p align="JUSTIFY">È possibile che un percorso psicologico risponda a questa domanda? È possibile cioè capire in anticipo se una coppia potrà funzionare?</p>
<p align="JUSTIFY">La domanda che questa coppia mi rivolge può sembrare bizzarra, ma non è affatto inusuale.</p>
<p align="JUSTIFY">Chi arriva a rivolgersi ad uno psicologo con una domanda di questo tipo generalmente lo fa in seguito ad una precedente esperienza di fallimento ancora bruciante, che impedisce di vivere serenamente la nuova situazione.</p>
<p align="JUSTIFY">È un po&#8217; come se questi innamorati non si fidassero più del loro “fiuto d&#8217;amore”: a loro sembra che le cose vadano bene&#8230; ma già una volta ci siamo sbagliati, se ci sbagliassimo ancora?</p>
<p align="JUSTIFY">Questa è la domanda che li inquieta.</p>
<h3 align="JUSTIFY">Se da una parte tale dilemma può essere più che comprensibile, vale la pena di chiederci se questa sia una domanda affrontabile, cioè se sia possibile sondare la “compatibilità amorosa” di due persone attraverso la psicologia (o attraverso qualsiasi altro strumento conoscitivo).</h3>
<p align="JUSTIFY">Purtroppo la risposta a questa domanda è presto detta, ed è negativa.</p>
<p align="JUSTIFY">Chiaramente non esiste alcun modo per poter predire se una coppia funzionerà o meno, semplicemente perché è impossibile predire in quale modo i due “cercheranno di incastrarsi”, né cosa accadrà tra di loro, o come loro reagiranno a ciò che accade.</p>
<p align="JUSTIFY">Ogni coppia ha bisogno di passare attraverso dei momenti critici che ne decretano la capacità di adattamento reciproco, la resistenza a tensioni e ostacoli, la possibilità di plasmarsi e riarrangiere le proprie reciproche vite in nome del nuovo legame.</p>
<h3 align="JUSTIFY">La misura in cui una coppia è capace di affrontare tutto questo è determinante nel capire se una coppia può durare o meno: ci si innamora per quello che si vede, ma si rimane insieme per quello che si diventa, diventandolo insieme.</h3>
<p align="JUSTIFY">Questo non significa ovviamente che la psicologia o un percorso personale non possano essere di aiuto nel momento in cui il membro di una coppia vive una situazione di crisi personale, al contrario: a fronte di uno specifico passaggio critico, alla luce di una particolare reazione che la persona ha visto emergere dentro di sé, è possibile che un percorso psicologico possa essere di aiuto, ma solo una volta che la persona e la coppia hanno deciso di mettersi in gioco direttamente.</p>
<p align="JUSTIFY">Accanto a questo va considerato un altro aspetto molto importante: ha ragione De Andrè quando canta “è stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati”.</p>
<p align="JUSTIFY">Le relazioni possono funzionare o meno, ma quello che succede dentro una relazione “intensa”, nella quale ci mettiamo in gioco veramente, è sempre occasione di profonda conoscenza personale. Anche dentro un fallimento affettivo, anzi, forse proprio soprattutto dentro un&#8217;esperienza come quella della fine di una relazione, è possibile cogliere elementi importanti per conoscersi, perché si toccano con mano degli aspetti di noi che magari fino a quel momento non avevano avuto modo di emergere. Cosa ci è piaciuto di quella persona? E perché poi a un certo punto questo feeling ha smesso di esserci o di essere sufficiente? Queste o altre domande possono essere l&#8217;occasione per accendere la luce su parti di noi che erano rimaste nascoste anche a noi stessi.</p>
<h3 align="JUSTIFY">Detto in altre parole: la sofferenza (amorosa e non) non può essere evitata, ma si può fare in modo di trarne insegnamento.</h3>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologogallarate.com/affinita-di-coppia/">La psicologia può predire l&#8217;affinità di coppia?</a> proviene da <a href="https://www.psicologogallarate.com">dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</a>.</p>
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