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	<title>trappole psicologiche Archivi - dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</title>
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	<description>Carlo Boracchi, psicologo e psicoterapeuta,</description>
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		<title>I buoni propositi (non) muoiono all&#8217;alba</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cboracchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jan 2015 15:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[3 - Psicologia e vita quotidiana]]></category>
		<category><![CDATA[autoefficacia]]></category>
		<category><![CDATA[efficacia personale]]></category>
		<category><![CDATA[processi psicologici automatici]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Capodanno, si sa, è la festa dei buoni propositi: moltissimi infatti, stappando la bottiglia allo scoccare della mezzanotte decidono che questo sarà l&#8217;anno del cambiamento che tanto desiderano, rispetto ad abitudini consolidate e che, per vari motivi, vorrebbero perdere.</p>
<p align="JUSTIFY">Chi si ripromette di smettere di fumare, chi di portare a termine una dieta, chi di andare a correre almeno due volte a settimana, chi di spendere meno in shopping, ecc.</p>
<p align="JUSTIFY">Eppure, più che mai il detto risulta azzeccato, molto spesso “i buoni propositi nascono all&#8217;alba e muoiono all&#8217;aurora”.</p>
<p align="JUSTIFY">Che cosa fa sì che <b>spesso le nostre buone intenzioni si infrangano in pochi giorni</b>, al massimo poche settimane? Se è vero che il raggiungimento di questo obiettivo è qualcosa che desideriamo, che sappiamo farci bene, che vorremmo davvero avere, <b>perché non riusciamo a portarlo a termine?</b></p>
<p align="JUSTIFY">Mutuo da alcuni testi del noto psicoterapeuta Giorgio Nardone <b>5 “trappole mentali”</b> che spesso determinano il <b>fallimento degli impegni</b> che ci prefiggiamo di perseguire.</p>
<p align="JUSTIFY">Prestarci attenzione può aiutare a non far crollare il vostro castello di buoni propositi.</p>
<ol>
<li>
<p align="JUSTIFY"><b>più è vietato, più lo desidero</b>: diceva Bertoldo che il modo migliore per far fare qualcosa a qualcuno è vietarglielo. È esperienza comune il cosiddetto “fascino del proibito”, per cui quanto più un divieto diventa stringente, tanto più forte è la tentazione di violarlo.</p>
<p align="JUSTIFY">Questo fa sì che molti impegni di rinuncia finiscano per rendere ancora maggiore il desiderio per il “frutto proibito”, rendendo ancora più difficile resistergli;</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><b>il successo apparente</b>: dice il detto che i buoni propositi nascano all&#8217;alba e muoiano all&#8217;aurora, ma le cose non stanno sempre così: se l&#8217;obiettivo che ci si pone è profondamente desiderato, si riesce a tenere duro fino ad ottenere i primi risultati significativi, anche a costo di sforzi considerevoli. A questo punto, però, possono subentrare diverse trappole: sentire che il problema è ormai alle spalle, dirsi che “a questo punto posso anche concedermi una piccola concessione-premio per i miei sforzi”, o semplicemente iniziare a sentire l&#8217;impegno come meno desiderato. Questo fa sì che i risultati ottenuti vengano poi rapidamente persi, facendo abbandonare ogni proposito virtuoso.</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><b>Esaurimento forze e ribellione</b>: correlato con il precedente, del quale può essere anche una variante più estrema, questa trappola potrebbe essere definita come quella “dell&#8217;azione e reazione della motivazione”. Ci si impegna allo stremo delle forze in un obiettivo importante, resistendo anche alle prime tentazioni di cedimento, fino a rendersi conto che quella che pensavamo essere una fatica a tempo determinato, diventa invece una corsa infinita. A quel punto, esausti e frustrati, “scoppiamo e rimbalziamo sul versante opposto” e, per dirla con Oscar Wilde, per liberarci di una tentazione ci abbandoniamo totalmente ad essa, perdendo in rapido tempo tutti i benefici ottenuti.</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><b>i costi imprevisti del sacrificio</b>: se si ha un “vizio”, uno sfizio, o un&#8217;abitudine insana ma a cui si è affezionati, è perché, in fondo, una parte di questo piace, appaga. La perdita di questo sfizio, soprattutto nelle prime fasi del proposito, quelle generalmente più intransigenti, fa sì che assieme a ciò che vorremmo togliere eliminiamo anche il “correlato piacevole”. Questo non solo abbassa la soddisfazione per i risultati ottenuti, e quindi la motivazione, ma potrebbe renderci anche meno popolari agli occhi di chi, magari, condivideva con noi quel lato piacevole dell&#8217;esperienza, aspetto non irrilevante quando questo è qualcuno che non vogliamo perdere.</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><b>L&#8217;escalation del fare e disfare</b>: ho tenuto questa trappola per ultima perché talvolta, più che un meccanismo a sé stante, rappresenta un tentativo di riparazione al fallimento di un percorso per l&#8217;insorgere di uno dei meccanismi precedenti. È frequente l&#8217;idea che, in seguito ad una caduta non sia sufficiente riprendere il percorso precedente come prima, ma “darci una piccola multa” per dissuaderci dal cadere un&#8217;altra volta. Questo però avrà come conseguenza inevitabile il fatto di trovarci di fronte ad un ostacolo ancora più impegnativo del precedente, dietro al quale possono esserci due esiti infausti: il fallimento o&#8230; il successo.</p>
<p align="JUSTIFY">Cosa rende infausto il successo? Il fatto che, essendo ottenuto con sforzo eccezionale può farci venire maggior voglia di ricompensarci in qualche modo&#8230; magari una delle piccole deroghe del secondo meccanismo presentato.</p>
</li>
</ol>
<p align="JUSTIFY">Se ti sembra di riconoscere in alcuni di questi meccanismi dei trabocchetti mentali nei quali ti è capitato di cadere, nell&#8217;<a title="5 gradini (+1) per scoprirsi più efficaci" href="http://www.psicologogallarate.com/5-gradini-1-per-scoprirsi-piu-efficaci/">articolo seguente puoi trovare <strong>5</strong><b> suggerimenti</b> <strong>(+1)</strong> </a>da tenere a mente per provare a superare le trappole e riuscire a rimanere in linea con il tuo obiettivo, migliorando la tua efficacia personale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologogallarate.com/i-buoni-propositi-non-muoiono-allalba/">I buoni propositi (non) muoiono all&#8217;alba</a> proviene da <a href="https://www.psicologogallarate.com">dott. Carlo Boracchi a Gallarate - psicologo e psicoterapeuta</a>.</p>
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